Problemi alimentari

Sono a dieta ma non dimagrisco. Perchè?

Dieta senza dimagrire. Le rinunce ingiustificate e prolungate provocano carenze dannose e disturbi. Le diete strette portano a sgarrare perché abbiamo bisogno di provare piacere mangiando.

La domanda è frequente: mi sono messo a dieta ma non perdo peso. Come mai? Attenti ad assumere atteggiamenti auto-punitivi perchè rischiate di far diventare il cibo un oggetto proibito, creando un corto circuito negativo per il vostro corpo. I nutrizionisti spiegano che digiunare o togliere intere categorie di cibi, dai latticini alla carne, dai grassi al glutine, fa male al fisico e al cervello e non sempre aiuta a ritrovare la linea. Le diete strette portano a sgarrare perché abbiamo bisogno di provare piacere mangiando. Le rinunce ingiustificate e prolungate, poi, provocano carenze dannose e disturbi. Il segreto è una dieta in cui le porzioni sono adeguate e gli alimenti “a rischio”, dalla cioccolata alla pizza, arrivano in tavola di rado. Così non provocano dipendenza, ma regalano la gioia di cui abbiamo bisogno.

Errori da non commettere quando si è a dieta:

Essere troppo drastiche

I regimi troppo restrittivi aumentano il rischio di disturbi dell’umore, perché viene meno la scarica di molecole del piacere e della gratificazione che arrivano nel cervello quando mangiamo con soddisfazione. Capita spesso che dopo una dieta rigida le donne diventino incapaci di provare piacere nella loro vita, a volte si spegne anche il desiderio sessuale. 

Credere nel detox

Seguire un’alimentazione sana è già un regime che mantiene in forma e in salute, non servono altri accorgimenti “purificanti” più o meno fantasiosi. Le diete detox fanno però molti proseliti, come spiega il nutrizionista: Accade soprattutto alle donne già magre, che perseguono un ideale di perfezione e controllo del corpo. Tante si privano di vino, grassi, latticini, chi più ne ha più ne metta: non c’è alcun bisogno di farlo, basta mangiare di tutto ma con misura, scegliendo cibi di qualità.

Cadere nella trappola delle diete di moda

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L’ultima è quella del brodo della naturopata statunitense Kellyann Petrucci, che pare garantisca miracoli in appena tre settimane e ha già fatto proseliti fra attrici e celebrità: due giorni a settimana si mangia (si fa per dire) soltanto uno speciale brodo di carne, gli altri giorni una dieta controllata soprattutto nei livelli di carboidrati. L’ennesimo regime un po’ bizzarro, un po’ basato su dati scientifici (che il brodo di carne sia un concentrato di nutrienti è noto) che però non educa a un’alimentazione corretta ma cerca la strada veloce per perdere qualche chilo. Che poi inevitabilmente torna, perché quasi mai si riesce a seguire queste diete molto a lungo.

Pensare che il digiuno sia risolutivo

L’uomo si è evoluto dovendo far fronte a ripetuti periodi di carestia, perciò il nostro metabolismo sa benissimo come affrontare la carenza energetica da dieta stretta: limita al massimo le richieste, consuma il minimo. Ecco perché spesso pur tirando tantissimo la cinghia non si perde un etto. Prescrivere un digiuno è relativamente più semplice che educare a ritrovare le giuste proporzioni dei diversi cibi e delle loro quantità, ma la via giusta per una dieta sana e che aiuti a dimagrire in modo definitivo è la seconda.

Convincersi di avere qualche intolleranza

 Chi pensa che il glutine faccia ingrassare, chi dà la colpa ai latticini, chi elimina la carne sperando di dimagrire: gli abbagli possibili sono innumerevoli e spesso chi si convince di non poter tollerare un cibo lo fa senza essersi sottoposto ad alcun test, sulla base di proprie opinabili convinzioni. Chi suppone di avere un’allergia o un’intolleranza deve invece fare un percorso di diagnosi e tutti coloro che non hanno disturbi verificati con i test approvati scientificamente (non valgono, in altri termini, esami del capello o altre proposte senza validità scientifica sicura) possono mettersi l’anima in pace: possono e devono mangiare di tutto. «Molte intolleranze non sono davvero tali, ma il segnale di un fisico che non riesce a gestire bene alimenti sani e innocui perché è malnutrito a causa di diete insensate, che hanno alterato la flora batterica intestinale», osserva il nutrizionista.

Vedere il cibo come qualcosa che fa male

Oggi tendiamo a vedere quanto male può farci il cibo e dimentichiamo che prima di tutto è il nostro nutrimento, con una valenza soprattutto positiva – dice il nutrizionista–. Dobbiamo recuperare un rapporto sano con la dieta e capire che è possibile mangiare tutto dimagrendo e restando in salute. Serve rieducarsi alle giuste porzioni, al cibo intero e non prodotto industrialmente». Se insomma tornassimo alla dieta mediterranea, quella vera dei nostri nonni, non avremmo problemi di peso e di salute e potremmo goderci tutto, nella giusta misura.