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Quando Gesù era Willem Dafoe e Pilato David Bowie: L'ultima tentazione

1988, un film scandalo di Martin Scorsese

Se stasera avete voglia di vedere un film sulla Passione di Cristo, ma non avete intenzione di cedere al richiamo del troppo ortodosso “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli e siete alla ricerca di qualcosa di veramente “diverso”, vi consigliamo un film che, a parere di chi scrive, merita di essere visto almeno una volta nella vita, anche se non tutti lo apprezzeranno. Stiamo parlando di uno dei più bei film di Martin Scorsese, “L’ultima tentazione di Cristo”, con Willem Dafoe nel ruolo di Cristo e un inedito e incredibile David Bowie nel ruolo di Ponzio Pilato.
Siamo nel 1988 e Martin Scorsese decide di portare sul grande schermo un film su Gesù Cristo partendo dal romanzo “L’ultima tentazione” dello scrittore greco Nikos Kazantzakis, pubblicato postumo nel 1960. Il film ha avuto una marea di accuse di blasfemia, una valanga di insulti e innumerevoli critiche e prese di posizione.

In effetti, il Gesù di Scorsese è piuttosto diverso da come l’iconografia classica l’ha sempre descritto. A parte il fatto di essere biondo con gli occhi azzurri, sembra soffrire di crisi epilettiche e non è molto felice della sua missione divina. Il film dura 160 minuti e mette a dura prova tutti, ma francamente vale la pena vederlo sia per la storia assolutamente non convenzionale, sia per la bellezza di alcune scene, soprattutto quelle nel deserto.
La trama è molto ardua da digerire per un cristiano cattolico praticante: Gesù di Nazareth fa il falegname su commissione e per sbarcare il lunario costruisce croci per i romani. Il suo rapporto con l’Eterno è problematico e persecutorio: lui di essere il messia proprio non ne voleva sapere, vorrebbe solo vivere come gli altri, avere una famiglia ed essere normale. Un giorno, però, va a trovare Maria Maddalena, diventata prostituta perché rifiutata da lui in gioventù e nonostante la donna lo tenti carnalmente, lui non cede.

Poi va anche dagli Esseni, una setta molto potente, parla con il loro maestro, ma in realtà non si accorge che questo era già morto. A questo punto si convince della sua particolarità e decide di farsi seguire da un gruppo di discepoli che sembrano gli accattoni pasoliniani. Non a caso, Scorsese prese alcuni attori della zona di New York per renderli attuali nel passato e non ha mai nascosto, tra l’altro, il suo amore per il Vangelo Secondo Matteo di Pasolini, da lui ritenuto il film più bello mai girato sulla Passione. Fra questi discepoli c’è Giuda, il più affezionato e fedele fra i suoi. Prima di ritirarsi nel deserto decide di farsi battezzare da un urlante e invasato Giovanni Battista. Nel deserto, affronta le tentazioni di Satana, dapprima sotto forma di serpente, ad indicare la carnalità, poi di leone, ad indicare l’orgoglio e infine come fiamma. A questo punto del film Gesù è quasi convinto della sua missione: salva la Maddalena dalla lapidazione, effettua il Discorso della Montagna, resuscita Lazzaro, scaccia i mercanti dal tempio e moltiplica i pani e i pesci. Conoscendo il suo destino, chiede lui stesso a Giuda di tradirlo, in modo da compiere la sua missione. Giudicato da David Bowie – Ponzio Pilato, viene condannato a morte. Nel Getsemani, però, comincia ad avere dubbi e paure e alla fine, mentre sta per morire sulla croce, una bambina-angelo gli si presenta e gli dice che è lì per salvarlo.

Qui, inizia la seconda parte della narrazione: Gesù accetta la proposta dell’angelo, e conduce così una vita “alternativa” alla crocifissione: sposa la Maddalena, poi alla morte di quest’ultima, sposa Marta di Betania, la sorella di Lazzaro.
Un giorno incontra Paolo (quello che poi diventerà San Paolo) che predica del suo sacrificio e qui gli si rivela dicendogli che non è morto ma che sta vivendo la sua vita. Ma Paolo gli dice che alla fine che la gente ha bisogno di credere nel suo messaggio e quindi continuerà pur sapendo la verità. Alla fine sta quasi per morire nel suo letto quando riceve la visita di un Giuda furibondo, che lo rimprovera per non aver portato a termine la sua missione. Siamo nel 70 d. C. e Gerusalemme sta per essere rasa al suolo dai romani. Giuda, gli rivela che l’angelo che ha visto dalla croce in realtà era Satana. Gesù, pentito, chiede di tornare indietro al momento della crocifissione e così d'un tratto si ritrova nuovamente appeso alla croce. Pronunciate le parole "tutto si è compiuto", muore.

Il film è palesemente eterodosso e già il semplice pensiero di accostare Gesù al sesso è inconcepibile per alcuni cristiani. D’altra parte, si tratta della visione di un grande regista e, diciamocelo, chi non ha un minimo di fede non può certo concepire un’opera del genere. Quel che colpisce, infatti, non è tanto l’idea di un Gesù sposo e marito, quanto quella di un Gesù dubbioso, combattuto, che in realtà vorrebbe essere tutto tranne che un messia e che non capisce fino in fondo la sua missione divina. Il Gesù di Scorsese fa i miracoli, ma non sa perché riesce a farli, è come se fosse completamente inconsapevole del senso della sua missione. E’ spaesato, spaventato, quasi terrorizzato. Interessante anche la rielaborazione della figura di Giuda, visto come il primo dei suoi discepoli e a cui chiede lui stesso di tradirlo. Ponzio Pilato, qui, è particolarmente duro con lui, quasi cinico, sembra proprio che non gliene importi niente del destino del messia.
Un film certamente interessante ma non adatto a tutti. Consigliato a chi ha voglia di vedere qualcosa di veramente diverso dal solito.
 

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