Attualità Forte dei Marmi, Lucca

Andrea Bocelli ha ricevuto il Premio Scicli

Il ruolo, determinante, di Fondazione Confeserfidi

Forte dei Marmi, Lucca - Il 17 aprile 2018, nella residenza di Forte dei Marmi, il maestro Andrea Bocelli ha ricevuto dalle mani del vicesindaco di Scicli, l'avvocato Caterina Riccotti, il Premio Scicli.
Dopo Moni Ovadia, Franco Battiato, Gino Strada, un personaggio di caratura internazionale lega il proprio nome a Scicli.
Il tenore di fama mondiale ha accolto con curiosità ed entusiasmo il progetto di Fondazione Confeserfidi su “L'economia del dono”, ispirato a un tema caro a Bocelli, quello della generosità con cui ciascuno dona qualcosa di se' agli altri per favorire la felicità e il benessere della comunità in cui vive.
Lungo l'idea del dono è nato l'incontro fra la Fondazione culturale sciclitana, e la sensibilità dell'artista che con la propria voce ed esperienza di vita ha commosso tutto il mondo, superando barriere, e comunicando, con la propria energia, la capacità di vincere ostacoli e difficoltà.
Nonostante un calendario di impegni internazionali fitto e di grande impegno, il tenore ha voluto conoscere il progetto di Confeserfidi, e ha accolto con commozione il desiderio della giunta presieduta dal sindaco Enzo Giannone di conferirgli il più alto riconoscimento della città di Scicli. Ha favorito l'incontro l'arrangiatore e musicista Antonello Cascone, di Napoli.
Ad accogliere nella casa di Forte il vicesindaco Caterina Riccotti, l'amministratore delegato Confeserfidi Bartolo Mililli, il direttore Carmela Asta e il presidente della Fondazione, il maestro Marcello Giordano Pellegrino, la signora Veronica Berti Bocelli e il marito Andrea.
I coniugi Bocelli hanno aperto le porte della loro dimora con atteggiamento familiare e affettuoso, a tratti commovente.
La delegazione di Scicli ha portato alcuni doni al tenore che nel settembre 2002, con la propria voce, interpretò il bisogno di Pace nel mondo davanti a Ground Zero. Fra i doni, alcuni libri su Scicli, un testo del tenore Marcello Giordano Pellegrino sul baritono sciclitano Francesco Giuseppe Federico Beneventano, un copritastiera per piano in sfilato siciliano, che Bocelli ha subito usato per il pianoforte più importante della casa, e un quadro a rilievo, del maestro sciclitano Salvatore Denaro, che raffigura una barca nel mare di Sampieri. Ultimo, graditissimo e sorprendente, una cassetta di pomodorino ciliegino di Scicli, che Andrea e la signora Veronica hanno mostrato di gradire oltremodo.
Sia Andrea che Veronica vantano infatti un forte legame con la terra, per via delle origini contadine delle loro famiglie.
“Ma oggi non è Natale!”, ha esclamato Andrea con un pizzico di imbarazzo davanti ai regali (i pomodori di Scicli erano stati trasportati in auto lungo un viaggio di 12 ore).
Andrea e Veronica hanno chiesto di conoscere la storia di Scicli, avendone già studiato le vicende più rilevanti su internet, chiedendo notizie sui monumenti, sulle tradizioni folcloristiche, sulle feste religiose, e persino sull'esperienza civica alla guida della città.
Hanno voluto conoscere la leggenda della Madonna a cavallo, la vicenda iconografica del Cristo in gonnella, la festa del Cristo Risorto e la cavalcata di San Giuseppe. E' noto come Andrea sia un grande appassionato di cavalli. L'arrivo dei due cagnolini di famiglia durante la lunga chiacchierata ha permesso agli ospiti di raccontare la storia del cane Italo, il cane di Scicli che andava a messa, che ha appassionato tantissimo gli splendidi padroni di casa.
Il tenore Marcello Giordano Pellegrino ha parlato con il maestro Bocelli della sua esperienza formativa con Romano Gandolfi, docente dell'Accademia lirica della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, il che ha permesso ai due tenori di affrontare temi più legati alla loro sensibilità musicale.
La dottoressa Carmela Asta ha consegnato la pergamena con cui la Fondazione Confeserfidi ha voluto partecipare il progetto dell'Economia del Dono al maestro Bocelli, primo insignito del Premio Fondazione Confeserfidi, “testimone, con la propria vita e il proprio talento, dell'importanza del Dono”.
Il vicesindaco Caterina Riccotti ha quindi proceduto alla consegna del Premio Scicli, e del Leone di Bronzo realizzato dal maestro Carmelo Candiano, leggendo la delibera di giunta, che recita:
“L’Artista, attraverso la sua fondazione opera in prima linea, a livello internazionale, con programmi d'intervento mirati al superamento delle barriere generate da povertà, disabilità, emarginazione sociale e come lui stesso sostiene «siamo tutti chiamati al mondo per essere felici e tutti abbiamo diritto alla felicità; spesso questo non è possibile a causa di muri messi su da società e comunità inique, a causa di muri tirati su da noi stessi, dalle nostre convinzioni limitanti». Non c’è atto più bello del donare, il dono rappresenta una manifestazione di rispetto, gratitudine e stima nei confronti del prossimo. L’atto del donare, non è una cosa semplice è un’arte difficile perché significa «donare se stessi»”.
Bocelli ha commentato con commozione: “Non sono bravo con le parole, io preferisco esprimermi cantando. Ringrazio Scicli per questo immeritato onore che mi riserva e spero di essere in grado di ripagare venendo a conoscere questa città che dal racconto che ne ho sentito sembra avere elementi di originalità che hanno affascinato sin dal primo momento sia me che Veronica”.
Prima di congedarsi, Andrea Bocelli si è intrattenuto con gli ospiti confessando il proprio amore per Dostoevskij, Tolstòi, per la letteratura russa e per quella francese, rivelando una preparazione e una passione letteraria raffinata e colta, contraddicendo subito la ritrosia precedente, e indugiando in riflessioni gustosissime su Verga, Tomasi di Lampedusa e Sciascia, che hanno svelato un lato affascinante di Andrea, le cui doti intellettuali sono sin troppo nascoste dall'umiltà con cui vive la sua condizione di persona straordinaria.
L'arrivederci è a Scicli.

Nella foto, da sinistra, Giuseppe Savà, Carmela Asta, il vicesindaco di Scicli Caterina Riccotti, Andrea Bocelli, Marcello Pellegrino, Bartolo Mililli.

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