Economia Verona

Vinitaly, Firriato: L'Etna è una montagna, non solo un vulcano

Uno spumante nato dalla vinificazione di uve dell’Etna (Chardonnay) e quelle del trapanese (Carricante).

Verona - Ha occupato uno degli stand al centro del padiglione Sicilia al Vinitaly 2018, l’evento tanto atteso da addetti del settore, da produttori, commercianti, ristoratori, enologi e semplici appessionati di vino. Difficile non notare lo stand di Firriato, per la posizione, per la grandezza ma soprattutto per la concentrazione straordinaria di gente, fermatasi a degustare i preziosi nettari ma non meno le parole di chi ha racchiuso in ogni goccia la storia di un territorio e del lavoro di chi lo vive.

Tra i più generosi a raccontare il proprio vino, con un entusiasmo che, nonostante la stanchezza di una giornata al Vinitaly, si sprigiona, come le note di un vino, a ogni risposta, Federico Lombardo di Monte Iato, Chief Operating Officer di Firriato.

Come si presenta Firriato a questa edizione del Vinitaly?

Benissimo, l’affluenza è altissima, in crescita rispetto allo scorso anno e la stiamo gestendo bene. Presentiamo un nuovo vino di cui andiamo molto fieri, il Gaudensius, Blanc de Blancs, uno spumante metodo classico nato dalla vinificazione di uve dell’Etna (Chardonnay) e quelle del trapanese (Carricante).

Due anime della stessa Sicilia unite in un solo vino: Firriato nasce nel trapanese, come mai l’Etna?

Il nostro piano di sviluppo sull’Etna nasce molto prima che questa diventasse “di moda”, la prima annata risale al 2001: oggi abbiamo 43 ettari di vigneti, contiamo di arrivare a una settantina nel 2019. Nessuno conosceva l’Etna fino a poco tempo fa, siamo stati i primi a sperimentare quella che viene definita “viticoltura di montagna”. 

Perché “di montagna” e non “di vulcano”?

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1538554682-3-.gif

L’Etna è innanzitutto montagna e solo dopo vulcano: la componente basaltica della pietra vulcanica non è così particolare ma da nessun’altra parte del mondo si può trovare una montagna così alta a una latitudine così bassa. Se la confrontiamo con altre alture, di 650-700 metri d’altezza, l’Etna ha sommariamente circa cento ore di irraggiamento in più. A questa caratteristica unica si aggiungono chiaramente anche le diverse colate laviche che rendono la terra straordinariamente ricca di diverse componenti chimiche.

Un’altra importante produzione è quella di Favignana: dalla montagna al mare?

A Favignana siamo gli unici produttori. Anche questo è un luogo unico: tra i suoli emersi, esclusi quelli di matrice vulcanica, è tra i più giovani d’Europa. Tecnicamente si chiama “biocalcarenite quaternaria”, si data cioè a circa 600.000 anni fa: in pratica la sedimentazione non è ancora conclusa, il suolo è pieno di fossili di esseri viventi che ancora esistono nel Mediterraneo.

Su un’isola come Favignana quanto il mare riesce a influire sulle uve?

È chiaramente fondamentale, in tutte le sue componenti. Penso ad esempio alla poseidonia, una pianta che nasce solo nel Mediterraneo, che si stacca facilmente e quando si deposita sulla battigia si essicca al sole. La brezza marina fa il resto, portandola fino ai vigneti e depositandola sui terreni, che se ne appropriano arricchendosene. É anche vero che i vigneti vicino al mare sono più forti, si piegano difficilmente alle esigenze dell’uomo, ad esempio alle potature dettate da logiche di produzione. Al mare non interessa affatto, rispetto all’intervento umano è molto più importante se tira scirocco o meno.

A un’azienda in espansione come Firriato, quali benefici può apportare un evento come il Vinitaly?

La nostra è un’azienda a conduzione familiare, ognuno di noi si occupa di un diverso settore e, in un momento così importante per il vino in tutta Italia, spesso rimane poco tempo per trovare nuovi clienti o cercare di fidelizzare chi ci ha già apprezzato. Il Vinitaly è una buona opportunità perché dà la possibilità di confrontarsi col consumatore che a differenza di altre fiere non è soltanto il trader ma anche il privato, il quale ci lascia anche un feedback diretto. Conoscerlo è fondamentale.