Cronaca Catania

E il prete sabotò le microspie dei carabinieri!

Altro che Don Camillo!

Catania - Nei giorni successivi alla visita di Papa Francesco in Sicilia due religiosi, conosciuti nel quartiere di San Cristoforo, sono stati toccati - non sono esclusi possibili risvolti a seguito di ricorso della Procura - dall'operazione antidroga denominata “Salette” e condotta in quel quartiere contro un gruppo accusato di gestire la cabina di regia dello spaccio per conto del clan “Cappello-Bonaccorsi”.

Le telecamere installate dai carabinieri in prossimità della casa di uno spacciatore erano state montate sul tetto della chiesa del quartiere, che hanno funzionato fino a poco prima di subire  un sabotaggio. Quello che ha portato la Procura a richiedere nei confronti dei due sacerdoti, per favoreggiamento, la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune e nella provincia di Catania. Una richiesta comunque respinta dal Gip Simona Ragazzi.

La manomissione di una telecamera è stata possibile attraverso un vano sottotetto a sua volta assicurato da un lucchetto. Per danneggiare quelle telecamere servivano delle chiavi che soltanto in parrocchia possedevano.

Visto che sembrava che le telecamere non appartenessero ad alcuno, per dare un segnale - così è stato detto - i sacerdoti dapprima ne hanno oscurata una con un sacchetto della spazzatura, quindi «visto che non succedeva niente e che nessuno si presentava per ristabilirne la funzionalità», hanno proceduto col taglio dei fili di entrambe, interrompendo tutti i collegamenti.