Giudiziaria Ragusa

Ragusa, maxi inchiesta sanità, 26 richieste di rinvii a giudizio

Terremoto nella sanità ragusana

Ragusa - La maxi inchiesta della Procura di Ragusa sulla gestione della sanità iblea si chiude con una pioggia di richieste di rinvii giudizio per un ventaglio di reati molto ampio.
Sarebbero 26 le persone che a vario titolo sarebbero coinvolte nell’iniziativa dei magistrati di Ragusa. Nell’enorme faldone che contiene gli atti d’indagine condotte dalla Guardia di Finanza ci sarebbero ben tre inchieste sulle quali gli inquirenti hanno agito con un lavoro parallelo e minuzioso, raccontato per dovere di cronaca da Ragusanews nel suo iter investigativo.

Probabile processo per l’intera triade dirigenziale che guidò nel triennio 2014/2017 l’Azienda sanitaria ragusana. L’ex manager Maurizio Aricò, il suo Direttore Amministrativo, Elvira Amata e l’ex Direttore sanitario, Giuseppe Drago. Una ventina sarebbero, invece, i funzionari tecnici e amministrativi dell’Asp, oltre ai titolari di aziende che hanno erogato servizi all’azienda.
Si diceva, tre i filoni i dell’inchiesta. Il primo mirerebbe ad appurare eventuali responsabilità circa la corretta esecuzione del servizio di pulizia e sanificazione dei reparti ospedalieri. Un appalto da 32 milioni di euro per il quinquennio 2014/2019. Dalle indagini delle Fiamme Gialle sarebbero emerse gravi criticità nel servizio, omissioni nei controlli previsti, pulizie non effettuate nei reparti, dispositivi di protezione non forniti ai dipendenti, attrezzi destinati alla pulizia ed indicati nel capitolato non presenti.

Il secondo filone riguarderebbe la corretta esecuzione dei lavori nel nuovo Ospedale “Giovanni Paolo II”, “scoperchiati” dopo lo stop imposto dalla Magistratura al trasferimento dei reparti disposto dall’ex Manager Aricò nel giugno del 2017, accusato di aver chiuso reparti dell'ospedale Civile in vista della apertura, mai avvenuta, del nuovo ospedale. Su questo ultimo aspetto, quello del traferimento appunto, la polizia giudiziaria avrebbe appurato un altro canale investigativo che ha permesso di verificare come non tutto sia filato liscio nei collaudi degli impianti di climatizzazione e antincendio. Sarebbero emerse attestazioni di regolarità non congrue rispetto alla fretta di procedere all'inaugurazione del nuovo ospedale.