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Commissario Montalbano: intenso, noir e slegato

Camilleri entra a gamba tesa nel dibattito politico

E' andato in onda stasera il nuovo episodio del Commissario Montalbano, "L'altro capo del filo". 

Il filo è quello di una sarta che viene uccisa in circostanze misteriose, la sempre brava Elena Radonicich. Ma anche quello dell'indagine, che porta il poliziotto di Vigata fino a Udine, per scoprire la verità sul femminicidio. 

La puntata esordisce con il tema della migrazione, con un "vaffa" pronunciato a chi suggerisce che i terroristi dell'Isis arriverebbero coi barconi della speranza. 

Camilleri si diverte a entrare a gamba tesa nel dibattito politico, sfidando il sentire popolare sovranista che oggi permea la temperie culturale e politica del Paese. 

Da qui lo sceneggiato libra verso una atmosfera a tratti noir, dove il sangue, e la cupezza dei sentimenti hanno il sopravvento. L'episodio ha il giusto ritmo di montaggio, una buona recitazione e innova nella tradizione della fiction. 

L'esigenza narrativa fa sì che la prima e la seconda parte risultino a tratti slegate. Camilleri ha introdotto dal suo studio della casa di via Asiago a Roma questo nuovo racconto, annunciando che questa è una delle poche volte in cui il suo commissario commette un grave errore. L'autore del femminicidio riesce infatti a scappare. 

Alcune note. Catarella-Angelo Russo rischia di diventare troppo caricaturale. E' apparsa in questa puntata una donna medico legale che sostituisce il dottor Pasquano, Marcello Perracchio, la cui morte, e il cui funerale saranno rappresentati nella prossima puntata. In onda lunedì 18 febbraio. 

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