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Montalbano, l'omaggio di Camilleri a Luigi Pirandello

La borgata sciclitana di Sampieri ha finalmente il giusto riconoscimento

Il Fu Mattia Pascal riletto da Andrea Camilleri. E' andato in onda stasera il nuovo episodio del Commissario Montalbano, "Un diario del 43", con una citazione esplicita della poetica pirandelliana. 

Molte scene sono state realizzate a Sampieri di Scicli, borgata che riceve finalmente il giusto riconoscimento. La storia prende abbrivio dalla demolizione di un vecchio silos, durante la quale viene ritrovato un diario scritto nell’estate del 1943 da Carlo Colussi (Lorenzo Adorni), un ragazzo che allora aveva quindici anni: intriso di ideologia fascista, confessa di aver compiuto un atto terribile all’indomani dell’8 settembre '43, una strage attorno alla quale s'intrecciano passato e presente.

Quel giorno in commissariato si presenta un arzillo novantenne, John Zuck (un bravo e convincente Dominic Chianese). L’uomo, vigatese di nascita, durante la guerra fu fatto prigioniero dagli americani e complice la morte di entrambi i genitori in un incidente stradale, decise di restare in America e di rifarsi una vita. Una volta tornato a Vigata, scopre che il suo nome inserito erroneamente sulla lapide dei caduti in guerra. Qui la sua vicenda umana sembra uscita dalla penna di Luigi Pirandello. 

Zuck chiede a Montalbano di aiutarlo a far cancellare il suo nome dal monumento. Il giorno dopo l’incontro con Zuck un altro novantenne, Angelino Todaro (Nino Bellomo), uno dei più ricchi imprenditori della città, viene trovato morto: cosa si cela dietro la sua morte?

L'omicidio spiazza tutti e diventa ancora più misterioso quando, tra le luminarie della festa di San Giorgio, Montalbano capisce che le tre storie sono collegate fra loro, in modo del tutto sorprendente e tragico.