Cultura Scicli

Agamben: faccio una collana di poesia in dialetto

Il progetto di uno dei filosofi italiani più noti al mondo

Venezia - Il filosofo Giorgio Agamben  (Roma, 1942) annuncia di voler curare una collana di poesia in dialetto, edita da Quodlibet. Un'operazione concepita nella convinzione che nel nostro Paese la poesia, con Dante, sia nata nel segno del bilinguismo. "Il volgare, o "parlar materno", e la "grammatica", che si impara col tempo. 

Agamben, che da otto anni ormai si è legato a Scicli, è il filosofo italiano più tradotto e letto in Europa. Allievo di Martin Heidegger, ha frequentato Pierre Klossowski e Jacques Derrida, è stato amico di Pierpaolo Pasolini, Elsa Morante e Italo Calvino. 

"Il dialetto, la lingua-poesia, è in se stesso politico -dice Agamben-. la politica è oggi più che mai legataalla manipolazione della parola. Quanto più l'esperienza della parola è viva e sorgiva, tanto più sfugge alle manipolazioni e crea libertà". 

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