Benessere Diabete

La dieta a basso indice glicemico. Come misurare la glicemia

L'importanza della cottura dei cibi nella glicemia

Si parla sempre più spesso dell’indice glicemico e dell’importanza di scegliere una dieta e gli alimenti che lo abbiano basso. Non solo per chi soffre di diabete ma anche per chi vuole mantenersi in salute più a lungo.

Mangiare alimenti con indice glicemico basso aiuta infatti a prevenire non solo il diabete, l’obesità, le malattie cardiovascolari e più in generale a mantenere un buon metabolismo corporeo.

Questo parametro (IG) è utile per classificare gli alimenti in base all’effetto che essi hanno sulla glicemia, ovvero sul livello di glucosio nel sangue.

Come si dividono gli alimenti?

I cibi si dividono in tre tipologie: i cibi con IG alto, ovvero quelli che vengono rapidamente digeriti e metabolizzati, provocando picchi di zucchero nel sangue, quelli a IG medio per cui il picco è più contenuto e a IG basso, ovvero gli alimenti a lenta digestione e assorbimento che producono aumenti graduali dei livelli di zucchero nel sangue e di insulina.

Come si misura l’indice glicemico?

Per la misurazione dell’IG viene preso come punto di riferimento il glucosio che corrisponde a 100 nella scala dell’indice glicemico, tutti gli altri alimenti nelle tabelle sono inseriti a seconda del punteggio che gli è stato assegnato che va da 0 a 100. Esso viene calcolato testando, su persone sane, quanto aumenta la glicemia dopo aver consumato un alimento che possiede una quantità standard di carboidrati (50 grammi), rispetto alla stessa quantità di glucosio (assunto sotto forma di acqua zuccherata).

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Generalmente si considerano cibi a basso IG quelli che risultano avere un valore uguale o inferiore a 55, a medio IG da 56 a 70 e alto IG più di 70. Non sempre le tabelle riportano dati esattamente uguali ma comunque il più delle volte non differiscono in modo significativo tanto da far sì che un alimento passi dal range dell’IG basso a quello alto. Tra l’altro c’è da considerare che uno stesso cibo può avere due IG diversi a seconda del metodo di cottura con cui viene preparato.

Le diete a basso indice glicemico hanno dimostrato di migliorare sia i livelli di glucosio e lipidi nelle persone con diabete (di tipo 1 e di tipo 2) sia di avere benefici per il controllo del peso perché aiutano a ritardare la fame. Già dal 1999, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato che le persone nei paesi industrializzati optino per una dieta basata su una buona quantità di alimenti a basso indice glicemico per prevenire le più comuni malattie del benessere, come la malattia coronarica, il diabete e l’obesità.

Ma quali sono gli alimenti con indice glicemico più basso che dovremmo inserire più spesso nella nostra dieta?

Cereali

Difficile trovare cereali con basso IG, quello che ha il più basso indice glicemico è l’orzo seguito dal riso selvatico. Tra i cereali “non cereali” possiamo annoverare invece la quinoa mentre a medio IG segnaliamo avena, grano saraceno, riso integrale e segale. Bisogna tenere sempre presente che i cereali integrali e di conseguenza le farine da essi ricavate hanno un IG minore rispetto ai corrispettivi raffinati e sono dunque comunque da prediligere nell’ottica di una dieta che voglia contenere l’indice glicemico.

Frutta

Anche molti frutti sono a basso indice glicemico, tra questi ricordiamo mele, pere, pesche, prugne, melograno, pompelmo, albicocche, ribes, lamponi, pomodori.

Legumi

Legumi come soia, fagioli rossi e neri, cannellini, borlotti, lenticchie, azuki, ceci, piselli sono tutti a basso indice glicemico.

Latte

Un IG di circa 30 è quello relativo al latte sia scremato che intero ma anche derivati del latte come ricotta e yogurt non contribuiscono ad alzare velocemente la glicemia.

C’è poi un semplice trucco per ridurre l’IG degli alimenti che si consumano ed è quello di inserire la giusta quantità di fibre, gli alimenti che le contengono infatti sono in grado di tenere a bada la glicemia. Consultate sempre un medico o un nutrizionista.