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Fuoco di Sant’Antonio o Herpes Zoster

Una dolorosa eruzione cutanea

Avete mai sentito parlare di Herpes zoster? Forse si del più comunemente conosciuto Fuoco di San’Antonio.

L'Herpes Zoster è un virus che provoca una dolorosa eruzione cutanea anche conosciuta come fuoco di Sant'Antonio. Nella forma più comune si manifesta con una placca infiammatoria ricoperta di vescicole di forma allungata che interessa una emiparte del corpo. Si tratta dello stesso virus che provoca la varicella (varicella-zoster-virus). Questo virus ha la particolarità di restare inattivo nel tessuto nervoso riattivandosi anni dopo con le manifestazioni molto dolorose dell'Herpes Zoster. Per la diagnosi di infezione da herpes zoster è generalmente sufficiente l’esame obiettivo con la valutazione della tipica eruzione cutanea. L'unica prevenzione disponibile contro l'herpes zoster e la sua più frequente complicanza - la nevralgia posterpetica (PHN) - è il vaccino.

Fuoco di Sant’Antonio - Cos’è l’herpes zoster, quali sono le cause?

Varicella ed herpes zoster sono causati dallo stesso virus; la varicella è la forma acuta invasiva dell’infezione e lo zoster invece ne rappresenta la successiva riattivazione.

La riattivazione virale è legata ad un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, in concomitanza con:

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periodi di forte stress psicofisico

immunosoppressione (tipiche dei trapianti d'organo)

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chemioterapia o radioterapia

malattie che colpiscono il sistema immunitario come l'HIV e in soggetti fragili con difese immunitarie deboli o compromesse come negli anziani.

L’incidenza dell’HZ cresce con l’aumentare dell’età e/o la riduzione della risposta immunitaria cellulo-mediata. Si calcola che circa il 90% della popolazione si ammali di varicella nella vita e il 10% di questi abbia una riattivazione dell'infezione nella forma del fuoco di Sant'Antonio.

In genere l’herpes zoster si verifica solo una volta nella vita di un individuo; talvolta si possono avere più episodi con un tasso di ricorrenza che varia da 1,5 a 12,5%.

In Italia si stimano circa 157.000 nuovi casi di HZ ogni anno; tra il 1999 e il 2005 vi sono state 35.328 ospedalizzazioni, la maggior parte di queste ha coinvolto soggetti di età superiore a 65 anni, con una durata media di 8 giorni ed un totale di oltre 22 mila giornate di degenza all’anno.

Come si trasmette il fuoco di Sant’Antonio?

E’ importante sapere che , Il fuoco di sant’Antonio non si trasmette tra individui, in quanto, come detto in precedenza, è dato da una riattivazione del virus che provoca la varicella.

Il virus della Varicella Zoster contenuto nelle lesioni cutanee (vescicole) di un soggetto malato di herpes zoster può essere trasmesso per contatto diretto ad un soggetto sano suscettibile (che non abbia avuto la varicella e che non sia stato vaccinato) provocando la varicella.

Quali sono i sintomi dell’herpes zoster?

Vescicole su base eritematosa tipiche della manifestazione del fuoco di sant'Antonio

La sintomatologia dell’herpes zoster inizia con un dolore intenso, disestesico ed urente (da cui il nome fuoco di Sant’Antonio) che si localizza lungo il nervo in cui il virus si è slatentizzato (nevralgia prodromica).

Dopo due tre giorni nella stessa sede del dolore compare un’eruzione cutanea caratterizzata da un gruppo di vescicole su base eritematosa.

Tale eruzione ha una distribuzione dermatomerica, cioè si localizza sulla regione cutanea innervata dal nervo sensitivo in cui il virus si è riattivato.

La localizzazione più frequente è a livello toracico ed interessa di solito un emitorace distribuendosi a fascia (da qui il nome “zoster”, che in greco significa, infatti, “cintura”).

Inizialmente il rash è eritematoso con lesioni maculo-papulari che diventano successivamente vescicolari. Nuove lesioni possono continuare ad apparire sino a 7 giorni, dopodiché si formano le croste che spariscono in 2-3 settimane.

Altri sintomi non specifici sono: cefalea, febbre e spossatezza.

La forma che coinvolge la branca oftalmica del nervo trigemino, spesso definito come HZ oftalmico, rappresenta il 10-20% dei casi di herpes zoster (localizzazione più frequente con l’aumentare dell’età).

Come si cura l’infezione da herpes zoster?

La gestione terapeutica dell’HZ è piuttosto complessa. Nella fase acuta i farmaci antivirali costituiscono il trattamento primario e vengono utilizzati allo scopo di:

alleviare il dolore durante la fase acuta

limitare la diffusione e la durata delle lesioni dermatologiche

ridurre la frequenza della nevralgia post-erpetica.

Devono essere somministrati entro 72 ore dalla comparsa dell’eruzione cutanea e la terapia è generalmente protratta per 7 giorni.

Per la gestione del dolore acuto vengono utilizzati farmaci antidepressivi e anticonvulsivanti, perché attivi sul dolore neuropatico a cui si possono associare corticosteroidi orali, antinfiammatori e oppioidi in base alla intensità del dolore.

Vaccino anti-herpes zoster, quando farlo e perché?

L'unica prevenzione disponibile contro l'herpes zoster e la sua più frequente complicanza - la nevralgia posterpetica (PHN) - è il vaccino.

Secondo quanto stabilito nel Piano nazionale prevenzione vaccinale, dal 2018 è attiva anche nel nostro Paese la vaccinazione anti-herpes zoster per tutte le persone che hanno compiuto 65 anni d’età e nelle persone con più di 50 anni affette da alcune patologie croniche o che debbono essere sottoposte a terapia immunosoppressiva.

Come prevenire l'Herpes Zoster?

Non esistono misure di prevenzione contro l'infezione da Herpes Zoster e il fuoco di Sant'Antonio, che possono ricomparire anche a distanza di anni più volte. Trattandosi di un'infezione virale è però buona norma non avere contatti diretti con pazienti colpiti dall'infezione o con i loro indumenti.

La vaccinazione anti HZ rappresenta, quindi, una possibile soluzione efficace per prevenire l’insorgenza della nevralgia post-erpetica, patologia di grande impatto sulla qualità della vita di chi ne è colpito.


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