Benessere Dieta chetogenica

Chetosi per dimagrire

Pro e contro della dieta chetogenica

Chetosi per dimagrire

La dieta chetogenica è una delle diete più in voga degli ultimi anni. E’ una dieta che induce il corpo ad andare in chetosi, cioè in uno stato che accelera il metabolismo e favorisce il dimagrimento veloce. Ma c’è molta disinformazione su questo argomento, circolano tanti falsi miti e molti specialisti invitano giustamente a fare attenzione. La raccomandazione sempre valida è quella di non affidarsi al fai date ma di affidarsi a un medico specializzato in alimentazione che saprà consigliare quando e se la dieta chetogenica è adatta allo specifico scopo di chi vuole intraprenderla.
In questo articolo proveremo a fare chiarezza, spiegando i pro e i contro della dieta chetogenica, spiegando esattamente cosa vuol dire chetosi e analizzando i vari effetti.

La chetosi fa dimagrire?
La dieta chetogenica è detta anche dieta dei 21 giorni ed è un regime alimentare che impone di ridurre i carboidrati a 50 grammi al giorno o anche meno, in questo modo si aiuta il corpo a raggiungere lo stato di chetosi che serve a bruciare i grassi. Seguita in maniera costante, questa dieta permette di perdere tra il 7 e il 10% del peso di partenza in un periodo di soli 21 giorni. La dieta si basa su tre aspetti fondamentali: riduzione dei carboidrati semplici e complessi, incremento di grassi e delle proteine per compensare la riduzione calorica del deficit glucidico dovuto alla riduzione di carboidrati, produzione di corpi chetonici che servono a sintetizzare glucosio. Ecco perché la dieta chetogenica è un regime di nutrizione a basso contenuto di calorie, che prevede l’assunzione di pochissimi carboidrati a fronte di tante proteine e di una discreta quantità di lipidi, ovvero grassi.

Cosa significa che il corpo va in chetosi
La strategia alla base della dieta chetogenica è la riduzione drastica dei carboidrati che induce l’organismo a produrre da solo e in automatico il glucosio necessario al funzionamento e che in genere arriva dai carboidrati. Si chiama chetogenica o chetonica proprio perché produce corpi chetonici in quantità minime che sono quindi facilmente smaltibili con le urine e le feci. La presenza di corpi chetonici ha diversi effetti e molti intervengono proprio nel processo di dimagrimento.

Gli effetti della chetosi
Questo regime alimentare spesso è criticato per lo squilibrio che prevede tra l’assunzione di proteine e di carboidrati. Uno squilibrio che a volte può portare al rischio di chetosi eccesiva. Un minimo grado di chetosi è necessaria ad attivare i meccanismi metabolici alla base del processo di dimagrimento ma se la dieta non viene seguita in maniera controllata può portare conseguenze negative per la salute generale. I due effetti principali della chetosi sono:
- Acetone: è uno dei tre attributi dei corpi chetonici prodotto a causa della trasformazione in energia degli acidi grassi nel fegato e nei reni. Come risultato del rilascio di acetone, l’odore dell’alito cambia quando si entra in chetosi perché può assumere un odore “fruttato” o anche “metallico”. Se nei primi giorni di dieta si nota questo cambiamento questo potrebbe indicare l’ingresso in uno stato di chetosi ma il fenomeno di solito diminuisce dopo poche settimane.
- Bisogno di bere: l’aumento della sete è un sintomo tipico del passaggio a uno stato chetogenico perché l’organismo usa tutto il glicogeno in più e quindi aumenta il bisogno di fare pipì. Perché il corpo deve espellere sodio e acqua in eccesso. Per evitare scompensi il nutrizionista consiglierà di bilanciare l’elettroliti aggiungendo alla dieta circa 4 grammi di sodio al giorno, soprattutto se il piani alimentare prevede una riduzione al minimo estremo dei carboidrati.

Pro e contro della dieta chetogenica
Il maggiore vantaggio di questo regime alimentare è naturalmente la perdita di peso in maniera veloce e controllata, la perdita di massa grassa e l’aumento di quella magra. Ma bisogna tener presente anche i rischi: il rischio principale è quello di andare in uno stato eccessivo di chetosi, ma questo può succedere solo se si ricorre al fai da te e non ci si affida a un medico specializzato in nutrizione. E può succedere anche se questo tipo di dieta viene associato a un’attività fisica o stressante. Non bisogna dimenticare infatti se chi fa regolarmente esercizio fisico o svolge un lavoro impegnativo ha bisogno dei carboidrati perché aiutano il cervello, il cuore e il sistema nervoso a funzionare bene: non è obbligatorio ridurre il consumo di carboidrati per bruciare i grassi ma si possono seguire altre strategie altrettanto valide. Gli sportivi non devono quindi affatto seguire una dieta di questo tipo.

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Lo schema settimanale
Ecco uno schema di dieta chetogenica, che induce cioè il corpo ad andare in chetosi e quindi a sciogliere i grassi. Questo schema, con le opportune varianti, può essere seguito per 4 settimane. Naturalmente questo è solo un esempio perché il piano alimentare deve essere consigliato e pianificato dal medico in base alle proprie esigenze.
- A colazione si deve assumere del caffè o tè, una tazza di latte scremato oppure yogurt magro con un cucchiaio e mezzo di crusca d’avena. In alternativa, 3 uova in frittata con poco olio e qualche affettato.
- A pranzo bastano 150 grammi di carne bianca o rossa alla griglia oppure 200 g di pesce bianco e magro con broccoli o fagiolini al vapore, in alternativa 2 uova.
- A cena: 150 grammi di carne, oppure affettati magri come bresaola o petto di tacchino.
- Per spuntini e merende sono concessi yogurt magro, formaggio magro o 2/3 fette di affettato, una tisana o poca frutta secca.

Quanto tempo ci vuole per andare in chetosi
Chi comincia un processo di dieta chetogenica in uno stato di ottima salute può andare in chetosi già dopo 4 settimane, 6 al massimo. E’ un processo lento e graduale quello che prevede il passaggio a un completo stato di chetosi e fa sì che si possano verificare i primi benefici effetti sullo scioglimento dei grassi e l’aumento della massa magra. Ma come si fa a sapere se lo stato di chetosi è in atto? Basta verificare i segnali descritti sopra: aumento del bisogno di bere e alito che sa di acetone. Nel caso in cui si presentino invece i seguenti sintomi bisogna stare molto attenti perché vuol dire che lo stato di chetosi anziché portare al vantaggio di perdere peso potrebbe danneggiare l’organismo. Ecco i sintomi quindi da tenere d’occhio:
- Stanchezza
- Poliuria
- Sete
- Crampi
- Sonnolenza
- Disidratazione
- Perdita eccessiva di appetito

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Come accelerare la chetosi
Ci sono dei metodi per accelerare l’ingresso del corpo in uno stato di chetosi. Non sono consigliati a chi vuole seguire un regime sano e perdere peso senza danneggiare il metabolismo. Come detto infatti l’ingresso in uno stato di chetosi deve essere graduale per essere benefico. Tuttavia esistono metodi che accelerano il processo. Eccoli:
- Allenamento intensivo: allenare intensivamente e aerobicamente il corpo può portare a stato di chetosi in maniera veloce. Il sistema linfatico che si occupa della gestione e del trasporto delle cellule di grasso all’interno del corpo viene attivato dall’esercizio fisico: in questo modo il grasso arriverà al fegato dove potrà essere utilizzato come energia.
- Caffeina: le ricerche scientifiche e gli studi clinici dimostrano che con il consumo di caffeina più elevato aumenta la concentrazione di chetoni nel sangue.
- Digiuno intermittente: digiunare per un certo numero di ore durante la giornata può aiutare ad entrare in chetosi velocemente perché quando non mangiamo il corpo inizia a chiedersi dove può recuperare le energie che gli servono e le prenderà dai carboidrati conservati sotto forma di glicogeno nell’organismo quindi andrà a prelevare grasso e lo trasformerà in chetoni.


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