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La dieta della tiroide, gli alimenti giusti per controllare il peso

Ipo e ipertiroidismo

Uno stile di vita corretto aiuta a mantenersi in forma e in salute, e anche la tiroide ne trae giovamento, vediamo insieme la relazione tra la dieta e la tiroide. Chi soffre di problemi alla tiroide dovrebbe seguire una dieta particolare per tenere sotto controllo il peso.

I disturbi alla tiroide colpiscono milioni di persone in Italia, manifestandosi in forme molto diverse: una diagnosi corretta è la base da cui partire per affrontarli al meglio e quanto prima.

La tiroide svolge infatti una funzione molto importante per l’organismo perché produce un ormone che regola il buon funzionamento del muscolo cardiaco, per il metabolismo osseo, lipidico, glucidico e il mantenimento dell’omeostasi energetica. Una riduzione (ipotiroidismo) o un eccesso (ipertiroidismo) nella produzione di questo ormone provoca degli squilibri non indifferenti, come l’aumento di peso.

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del nostro collo, tra laringe e trachea. Seppur di piccole dimensioni, la tiroide ha un ruolo fondamentale nel nostro organismo perché gli ormoni che produce, chiamati ormoni tiroidei, sono necessari per numerose funzioni di crescita e di sviluppo, come ad esempio la regolazione del metabolismo, della temperatura corporea e della forza muscolare. Una sua alterazione ha conseguenze negative e significative sulla qualità della vita.

C’è una relazione tra dieta e tiroide?

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L’ipotiroidismo si cura anche passando per la tavola: un’alimentazione corretta aiuta la terapia e ne migliora i sintomi per chi è affetto da questa patologia.

Le malattie della tiroide derivano da un malfunzionamento della ghiandola tiroidea, posta alla base del collo. Se la terapia farmacologica è ormai la soluzione di prima scelta, a volte per curarsi è meglio dare anche un occhio a cosa si mette in tavola.

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Ma a che cosa serve la tiroide?

Il compito di questa ghiandola è quello di produrre gli ormoni: tiroxina, chiamata anche T4, triiodiotironina, denominata anche T3. La triiodiotironina rappresenta la forma attiva della tiroxina e costituisce il 20% del prodotto totale della tiroide. L’80% degli ormoni viene mantenuto sottoforma di T4, pronto a essere convertito in T3 a seconda delle necessità dell’organismo. Gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni del metabolismo, tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l'accrescimento corporeo.

Come funziona la tiroide?

Il buon funzionamento della tiroide è regolato dall'ipofisi, un altro piccolo organo che si trova all'interno dell'encefalo. Questa esercita sulla ghiandola tiroidea uno stretto controllo attraverso l’ormone tireotropo (TSH): quando si abbassano i livelli degli ormoni tiroidei in circolo nell'organismo, il TSH induce la tiroide a produrne e liberarne una quantità maggiore. Se, al contrario, l'ormone tiroideo in circolazione è troppo, l'ipofisi mette la ghiandola tiroidea "a riposo".

Le cause dell’alterazione della tiroide possono essere numerose ma le più frequenti, oltre a quelle genetiche, sono l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo, le allergie, le malattie metaboliche, la prolungata esposizione a radiazioni. Per proteggere la salute di questa preziosa ghiandola è fondamentale seguire, oltre alle indicazioni mediche e farmacologiche del caso, una sana ed equilibrata alimentazione.

Iodio e tiroide

La corretta funzione della ghiandola tiroidea è garantita da un adeguato apporto di iodio attraverso l'alimentazione. Questo minerale viene assorbito dalla tiroide sotto forma di ioduro, per essere poi combinato chimicamente con l’aminoacido tiroxina e utilizzato per la sintesi degli ormoni tiroidei.

Presente nel nostro organismo in quantità di 15-20 mg, secondo il Ministero della salute l’apporto giornaliero necessario di iodio è stimato in 150 μg al giorno.

La presenza di questo elemento nei cibi è molto variabile e spesso troppo scarsa rispetto ai fabbisogni umani. Per questo motivo, è utile portare in tavola (con moderazione) il sale iodato, ormai molto diffuso nei supermercati. Attenzione, però: se si soffre di patologie tiroidee conclamate, l'aggiunta di iodio può peggiorare il disturbo, perché rischia di stimolare eccessivamente la tiroide.

La salute vien mangiando (bene): dieta e ipotiroidismo

Mangiare cibi sani è la prima regola per mantenersi in buona forma fisica, soprattutto per chi è affetto da questa patologia ed evitare di prendere peso.

Infatti, fare attenzione all’alimentazione può essere di grande aiuto. In alcuni casi i cibi che ingeriamo possono per esempio interagire con i farmaci utilizzati per la terapia, modificandone l'efficacia.

La dieta della Tiroide, i 10 alimenti da incrementare o evitare di prendere peso

Per prevenire le patologie legate all’accrescimento e a un cattivo funzionamento della tiroide è raccomandabile introdurre nella dieta gli alimenti che maggiormente contengono iodio, così come moderarne il consumo in caso di ipertiroidismo.

Tra questi vanno ricordati:

. Sale iodato inserito nella variata ed equilibrata alimentazione al posto del sale comune, utilizzandone 5 grammi al giorno (massimo consentito per un adulto) apporta di 160μg di iodio.

. Pesce azzurro (sgombero, cefalo, baccalà, merluzzo, sardine, ecc…) : 1 porzione apporta circa 150μg di iodio e se ne consigliano 3 porzioni alla settimana.

(gamberi, mazzancolle, astici, aragosta, granchi, ecc.): 1 porzione inserita nella dieta 1 volta a settimana apporta circa 120mg di iodio.

: cotte a piacere, 100 grammi di vongole o cozze apportano 140 μg di iodio, l’importante è non esagerare perché contengono anche parecchio colesterolo oltre che non essere indicate durante la gravidanza. Condire la pasta o il riso con vongole o cozze è così un buon metodo per contenerne il consumo: anche solo 20 grammi di questi alimenti apportano circa 30 μg di iodio. Anche le alghe marine essiccate contengono molto iodio.

. Uova: un uovo di gallina contiene circa 35μg di iodio, si consiglia di consumare 2-3 uova a settimana, come prevede un’equilibrata alimentazione. Non di più perché sono molto ricche di colesterolo.

. una tazza di fagioli bianchi cotti è in grado di fornire circa il 40% del fabbisogno quotidiano.

.Yogurt: quello di latte intero apporta circa 78 μg di iodio, se ne consiglia 1 vasetto al giorno.

: per avere un maggiore apporto di iodio è preferibile quella di vitellone (parte del muscolo senza grasso visibile) ed anche il fegato.

Frutta secca a guscio: anacardi, noci , pistacchi ne sono ricchi ma non bisogna esagerare perché apportano molte calorie.

. Mirtilli rossi : questo frutto, tipico della stagione estiva, è particolarmente ricco di iodio.

I disturbi della tiroide richiedono una particolare attenzione alla dieta giusta, ma anche nel caso occorra incrementare o diminuire lo iodio, occorre considerare gli altri alimenti indispensabili per la salute in quanto portatori di macro e micronutrienti come carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali. Alcuni alimenti come il latte e i suoi derivati non dovrebbero essere trascurati perché fondamentali nella dieta di ogni giorno. Nel Grana Padano DOP per esempio vi sono sostanze essenziali come le proteine ad alto valore biologico (8-9 aminoacidi essenziali) vitamine A e gruppo B tra le quali buone quantità di B12, minerali come il calcio, il selenio e lo zinco con potere antiossidante e utilI anche nelle disfunzioni tiroidee. Nell’ipertiroidismo vanno quindi valutati anche tutti i fabbisogni nutrizionali oltre alla quantità massima di iodio tollerata, per non correre il rischio di malnutrizione.

Fare movimento ed evitare alcol e fumo

Uno stile di vita corretto aiuta a mantenersi in forma e in salute, e anche la tiroide ne trae giovamento. Benché dagli studi scientifici non vengano dati certi sugli effetti dell’ attività fisica e dell’alcol sulla funzione tiroidea, è comunque buona norma mantenersi attivi anche con una semplice camminata di 20-30 minuti al giorno e limitare il consumo di alcol . Alcuni dati in letteratura suggerirebbero un possibile legame tra funzione tiroidea e fumo di sigaretta , in particolare è noto l’effetto negativo del fumo sulle complicanze oculari dell’ipertiroidismo autoimmune o malattia di Graves-Basedow.