Attualità Città del Vaticano

Giovanni Battista Re nuovo decano del Collegio Cardinalizio

Suo vice è Leonardo Sandri

Città del Vaticano - Il 18 gennaio scorso Papa Francesco ha approvato l’elezione – fatta dai cardinali dell’Ordine dei Vescovi – del Decano del Collegio cardinalizio, nella persona del cardinale Giovanni Battista Re.  

Suo vice sarà il cardinale argentino Leonardo Sandri. Dopo la fuoriuscita del cardinale Angelo Sodano dal collegio che elegge il Sommo Pontefice, il Papa, con un Motu proprio ha reso quinquennale la carica di Decano, che ora è eventualmente rinnovabile ma solo per un secondo mandato.

Re è un bresciano della Val Camonica, ha 85 anni, proviene dalla carriera diplomatica ecclesiastica e ha alle spalle una lunga esperienza in curia. Sotto il regno di Giovanni Paolo II ha svolto l'incarico di Sostituto alla Segreteria di Stato e successivamente ha diretto la Congregazione dei Vescovi. Sul suo tavolo sono transitati tutti i dossier più spinosi degli ultimi 30 anni, a cominciare dalla gestione degli abusi sessuali, fino alle nomine dei vescovi. Per esempio quella di McCarrick, il vescovo (poi fatto cardinale da Giovanni Paolo II) che è stato 'spretato' da Francesco perché molestava giovani seminaristi.

Re è conosciuto per il suo carattere schietto e allegro. E' stata la prima persona a rivolgere a Papa Francesco le prime parole dopo la sua elezione nella Cappella Sistina nel 2013 con la fatidica domanda in latino: «Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?». In qualità di cardinale elettore primo per ordine ed anzianità, svolse i compiti spettanti di norma al decano del Collegio cardinalizio poiché sia il decano che il vicedecano, all'epoca rispettivamente i cardinali Sodano e Roger Etchegaray, non erano più elettori avendo superato entrambi gli 80 anni di età.

In una intervista a Bresciaoggi, ricordando quei momenti, Re sottolineò che al raggiungimento del settantasettesimo voto a favore del cardinale Bergoglio scoppiò un lungo applauso. «Una reazione non scontata». E alla domanda sulla accettazione rispose subito. «Sereno e deciso. Non c'è stato alcun tentennamento. Era tranquillo senza aver fatto trasparire nè ansia nè agitazione che sarebbe stata comunque comprensibile. E alla domanda su come volesse essere chiamato, anche in quel caso non ebbe esitazioni. Rispose diretto: "Mi chiamerò Francesco" specificando di voler "adottare" quel nome in onore di San Francesco d'Assisi».