Benessere Lavoro Agile

Lo smart working, i pro e i contro del lavoro da casa

Lo smart working e la postura

Nelle aziende italiane e nella PA si sta diffondendo il fenomeno dello Smart Working. Oggi esiste anche un quadro normativo di riferimento quali sono i pro e i contro?

Ma di che cosa si tratta, come funziona e quali sono i benefici (anche in caso di emergenze come il Coronavirus)?

Il lavoro agile, o smart working, è un’opportunità non solo per le aziende, ma anche per il mondo della Pubblica amministrazione. L’Osservatorio del Politecnico di Milano lo definisce ”una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, «lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività». Una rivoluzione perché scardina alla base consuetudini e approcci tradizionali e consolidati nel mondo del lavoro subordinato. Probabilmente sarà il modo di lavorare del futuro, basato su una cultura orientata ai risultati e su una valutazione legata alle reali performance.

Smart Working: una misura da adottare in casi di emergenza, come il Coronavirus

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Dal 21 febbraio il Coronavirus ha varcato i confini del nostro paese e lo Smart Working nelle aree colpite dall’epidemia (Lombardia e Veneto) è diventata la misura adottata da moltissime realtà italiane per cercare di ridurre al minimo le possibilità di contagio con responsabilità sociale, pur portando avanti le proprie attività.

Dopo il maxi esperimento di Smart Working della Cina, adesso anche in Italia per arginare il dilagare del Corononavirus si ricorre quindi al lavoro agile, che grazie a un decreto attuativo approvato d’urgenza applicabile da subito, anche senza un accordo preventivo con i dipendenti (così come richiede invece la Legge sul lavoro Agile del 2017). In particolare, il decreto attuativo del 23 febbraio 2020 n. 6 – recante le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 (è questa la sigla ufficiale che indica il Coronavirus, ndr) che causa la malattia COVID-19 – ha previsto “la sospensione delle attività lavorative per le imprese […] ad esclusione di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza”.

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Lo smart working e la postura

L’emergenza COVID-19 ci ha costretti a trovare rapidamente soluzioni come lo smart working, molti di noi chiamati a lavorare da casa hanno cercato di ricreare una postazione di lavoro adeguata alle necessità operative. A distanza di alcuni giorni ci stiamo rendendo conto che le nostre postazioni di lavoro improvvisate ci stanno creando problemi di postura e fastidi dovuti all’assunzione di posizioni scorrette.

Lo chiamano smart working, ma non lo è affatto per la nostra schiena, poiché utilizzare delle postazioni di lavoro improvvisate può scatenare tutta una serie di disturbi e di sintomi che protratti e acutizzati nel tempo posso portare una serie di sintomi e disturbi che possono diventare cronici come conferma Gianpaolo Ronconi, responsabile dell'Unità Degenza e Servizi di Riabilitazione della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma.

«Senza contare poi lo stress e l'ansia di questi giorni, tutte condizioni che molto spesso si somatizzano sulla schiena, causando dolore» aggiunge. Il principale problema dello smart working rimane l'assenza di una scrivania e di una sedia ergonomica e di ausili utili al mantenimento di una nostra postura corretta. Questo al lungo andare ci può portare ad una limitata mobilità articolare, oltre dolore a livello del rachide lombo-sacrale, che si irradia anche agli arti inferiori, e contratture muscolari, come ci suggerisce il fisiatra. Vediamo cosa fare per rendere più produttiva, comoda e confortevole la nostra postazione di smart working e quali accorgimenti adottare per lavorare in modo più “agile”.

La sedia ergonomica

Una comoda sedia ergonomica, progettata per il massimo supporto lombare, contribuirà a ridurre al minimo il mal di schiena e ti permetterà una maggiore concentrazione. La scienza lo sostiene: uno studio di ergonomia ha scoperto che i dipendenti a cui era stata assegnata una sedia ergonomica hanno riportato meno sintomi negativi durante il giorno e un aumento totale della produttività del 17,7%.

Il supporto solleva laptop

Chi utilizza un laptop per lavorare sa bene che questo tipo di strumento ha lo schermo posizionato più in basso della testa e a lungo andare può dare problemi di cervicale. La soluzione più semplice è quella di sollevare l’intero computer per portare il display all’altezza degli occhi ed è possibile acquistare un supporto regolabile, che permette di alzarlo o abbassarlo a seconda delle necessità. In commercio ci sono molti tipi di supporti tra cui scegliere, l’importante è che sia stabile, regolabile e permetta una sufficiente ventilazione del computer.