Sanità Coronavirus

Il malato rosolinese, ricoverato a Ragusa per errore. Una testimonianza

"Il paziente è stato prima accettato nel reparto di medicina generale, contro il volere dell’équipe medica"

Ragusa - Ragusanews ha dato ieri notizia di un uomo di Rosolini, 51enne, con impegno professionale a Catania, ricoverato al Giovanni Paolo II, sintomatico e positivo al Coronavirus, poi trasferito all'ospedale deputato, il Covid Maggiore di Modica. 

C'è ora la testimonianza di una paziente, che racconta ciò che ha visto in reparto. "Sono paziente ricoverata presso il reparto di malattia generale del Giovanni Paolo II di Ragusa. Purtroppo, come riporta a mezza voce un articolo apparso su Ragusanews in data 27/03, il paziente è stato prima accettato nel reparto di medicina generale, contro il volere dell’équipe medica, che ha fatto il possibile e l’impossibile per evitare che ciò accadesse.

In primo luogo perché l’accesso del paziente al reparto rappresentava un pericolo estremo per i pazienti, non a caso la nota del manager Angelo Aliqò ritiene competente il reparto di urologia per il trattamento dei casi sospetti in Ragusa. Mi sembra superfluo ritenere ovvio, non contemplare tra i reparti adeguati, comparti come medicina generale, settore dedicato a malati cronici, anziani e immunodepressi che rappresentano le categorie più a rischio COVID.

I medici, la caposala e gli infermieri ad un certo punto non hanno più potuto opporsi al ricovero del sospetto COVID. Da paziente mi sento in diritto di chiedere perché? Perche’ gli addetti al servizio di accoglienza di medicina generale, non hanno potuto dissentire al ricovero di un soggetto che aveva manifestazioni cliniche pendenti verso la positività al virus?
Non voglio entrare nel merito della questione. Credo che l’amministrazione debba individuare chi non ha avuto fiducia nell’intuizione di queste persone di inequivocabile esperienza.
Quello che invece voglio portare alla luce e’ l’eccelsa gestione dell’emergenza nel reparto di medicina generale di Ragusa.
Ho visto medici lavorare H24, questi medici non sono più usciti dal reparto, non sono più tornati dalle loro famiglie per evitare di danneggiare la nostra comunità!
Questi uomini e donne ci hanno aiutato in tutti modi, fornendo le mascherine omologate ai pazienti più deboli, mentre loro sono stati costretti a coprirsi con mascherine chirurgiche e bandane per fronteggiare il mostro COVID.
Quello che trovo terribile è la penuria di presidii assolutamente indispensabili in una situazione simile!
Ovviamente quest’ultimo punto della mia argomentazione e’ uno scandalo che sta gravando su tutta l’Italia.
Posso però permettermi di dire che i medici di medicina generale di Ragusa avrebbero potuto indossare loro le mascherine omologate, invece le hanno date a noi!
Mi sento autorizzata a giudicare l’operato di questi medici perché dal 2013 entro ed esco da moltissimi ospedali.
Il mondo si sta confrontando con la più grande emergenza sanitaria di tutti i tempi, eccellenze sanitarie come l’ospedale San Raffaele e l’ospedale Sacco di Milano, sono al collasso.
Se il virus sta avendo un contenimento in provincia è grazie alle direttive prese, ma anche e sopratutto grazie al personale del reparto di medicina generale di Ragusa, che con enorme professionalità oltre che un immenso senso di umanità verso i più vulnerabili, tenta ogni giorno di evitare che file di camion militari smaltiscano le salme dei nostri cari, come orribilmente sta succedendo al nord.
Spero che la mia testimonianza che renderò nota sui social possa rassicurare i miei concittadini. Spero che l’amministrazione sanitaria sia orgogliosa di questi medici. E voglio pubblicamente ringraziare tutto il personale di medicina generale che mi ha tutelata e messa al sicuro in questo stato di guerra. Grazie e buona sanità".