Lettere in redazione Ispica

Il Coronavirus nella sciagura, un’opportunità?

Ci scrive Edoardo Genovese, criminologo ispicese

Il Coronavirus nella sciagura, un’opportunità?

Ispica - Al giorno d’oggi si sente spesso dire: “che ogni crisi porta nuovi insegnamenti, perché la storia lo insegna”. Ebbene, mai come in questo ultimo periodo, a causa della disgrazia che ha colpito dolorosamente il nostro Paese, si sente parlare dell’importanza delle competenze, delle professionalità e soprattutto di quanto sia fondamentale prima di qualunque altro settore, il campo della Sanità! E in effetti è così. Si è fermato tutto. Lockdown per: l’economia, l’arte, lo spettacolo, lo sport, la moda e la maggior parte del terzo settore. La Sanità no, non può fermarsi. Possiamo fare a meno di tutto, tranne della Sanità, perché la Salute di ogni individuo viene prima di tutto. E a ricordarcelo è il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 7 aprile scorso, in occasione della ricorrenza del 70° anniversario della Giornata mondiale della Salute: “I Servizi sanitari nazionali costituiscono capisaldi essenziali delle comunità”. E se, come è giusto che sia, la Sanità non può fermarsi, non può certamente farlo quello che, a mio avviso, è – accanto alla Sanità – l’altro pilastro fondamentale di ogni democrazia: la Sicurezza.

Il comparto Sicurezza a causa dell’emergenza sanitaria nazionale, ha intensificato e ampliato, ancor di più le proprie attività di controllo, impiegando tutte le risorse possibili – che sappiamo essere limitate – per garantire che i divieti di spostamento e le norme di distanziamento sociale, siano rispettate sull’intero territorio nazionale, al fine di contrastare la diffusione e il contagio dell’ormai definito “nemico invisibile”, Coronavirus.
Sanità e Sicurezza dunque.  Sono due servizi essenziali per uno Stato, che ha l’ambizione di considerarsi sano ed efficiente. Due compartimenti che da anni sono “colpiti” da un altrettanto tragico “virus“ chiamato “taglio”, come tutti i tagli che sono stati fatti nel passato alla Sanità ed al comparto Sicurezza.
A proposito di definanziamento pubblico e di Sanità, il 4° Rapporto condotto dal GIMBE sulla sostenibilità del Servizio Nazionale, dal periodo che va dal 2010 al 2019, sono stati sottratti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) più di 37 miliardi di euro, a fronte di un aumento complessivo nazionale di 8,8 miliardi di euro. Eppure… “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…” (art. 32, 1°comma, Cost.)

Ma nonostante tutto, siamo in crisi e dobbiamo uscirne fuori nel più breve tempo possibile, per far ripartire l’economia, per riempire le piazze, visitare i monumenti più belli del mondo e per tornare ad abbracciare i nostri nonni più forte di prima! Le crisi, in fondo “servono” forse anche a questo, come ci riferisce proprio il suo significato, a porci davanti ad una “scelta”, davanti alla necessità di un cambiamento vero e proprio per avere consapevolezza e dare priorità alle cose più importanti.
Ogni giorno di quarantena che passa, riscopriamo la bellezza dei piccoli gesti, del sentirci “vicini” anche se lontani. Stiamo soprattutto scoprendo ancor di più, il vero significato della parola desiderio, inteso proprio come mancanza e ricerca allo stesso tempo, il volerci riscoprire in un mondo nuovo, più pulito, più sicuro e sicuramente più sano. E questo, se ci soffermiamo a riflettere, rappresenta già una conquista importante per una società, quella nostra, che da fin troppo tempo, si basa sul consumismo all’ennesima potenza. Una società del “tutto ora e subito!”

Questo è il momento, nonostante tutto, di saper cogliere la grande opportunità che abbiamo davanti. “La mia disperazione è giunta al suo apice. E l’unica speranza è in una crisi: risolvitrice, sia pure dissolutrice”, così scriveva Sandro Penna. Un’opportunità da non perdere neanche per l’intera politica. Perché oggi, più che mai è il tempo di attribuire il doveroso valore e rispetto che meritano la Sanità e la Sicurezza. Servizi essenziali, a mio avviso, su cui lo Stato deve investire quanto più possibili risorse, perché “una società può essere considerata civile solo se “riconosce il valore intangibile della vita umana” (Papa Francesco).


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