Benessere Dispositivi di protezione

Coronavirus e mascherine: qual è la migliore nella vita di tutti i giorni?

Il problema dell'aderenza al naso

Siamo in piena Fase 2. Sono giorni, o settimane, importanti per la ripartenza del Paese. E ci sono pochi dubbi sul fatto che le mascherine sono parte integrante di questa “nuova normalità” che ci vedrà impegnati a non scatenare nuovi contagi.

Ma quali sono le mascherine migliori da usare? E come vanno trattate?
Le mascherine protettive possono essere distinte in tre grandi categorie: Quelle di alta protezione (le cosiddette FFP2 o FFP3) con o senza filtro respiratore, che servono a proteggere gli operatori sanitari coinvolti direttamente nella assistenza a un paziente certamente o probabilmente infetto da SARS-CoV-2: filtrano tutte le particelle, anche quelle più piccole. Le mascherine chirurgiche, quelle leggere in tessuto-non-tessuto, che sono usate appunto dal chirurgo quelle in tessuto che vengono usate spesso anche dai dentisti per mantenere sterile il campo operatorio; hanno una protezione per chi la indossa molto limitata, ma servono a impedire la emissione di particelle potenzialmente infettanti verso l’ambiente esterno.

Ma qual’ è la mascherina ideale per l’utilizzo quotidiano?
La mascherina chirurgica, per chi vive una vita ‘ordinaria’, tra casa, lavoro e a far la spesa, è l’ideale tra i dispositivi di protezione dal coronavirus. Con l’arrivo dei primi caldi diventa davvero duro utilizzare la mascherina in strada, specie per lungo tempo e se si usano dispositivi di protezione maggiori rispetto alla difesa di prima linea. Per Francesco Blasi, docente di malattie dell'apparato respiratorio all’Università degli studi di Milano e membro del direttivo nazionale della Sip, la Società italiana di pneumologia “ci sono diverse mascherine e ognuna dà una resistenza diversa, soprattutto quando si inspira” e quella chirurgica può essere la soluzione più idonea per la vita di tutti i giorni. Non bisogna aver paura se si percepisce affanno dopo averla indossata: può un normale effetto della resistenza del dispositivo.

Come fare a sopportare le mascherine? “Quella a dare una minore resistenza è quella chirurgica, afferma il dott. Blasi, poi, a mano a mano, le resistenze diventano sempre più forti: prima la Ffp2 e poi la Ffp3. La resistenza si può accentuare se ci si mette in movimento ed è necessario aumentare la frequenza respiratoria. Se ho un ostacolo alla bocca o al naso e aumenta la frequenza respiratoria l’ostacolo lo si sente di più". L’uso delle mascherine chirurgiche ha un senso ma se solo tutti la portiamo, aggiunge inoltre il professor Blasi. "Il suggerimento che posso dare per la 'signora che va al mercato' è di usare la mascherina chirurgica, per evitare che si emettano particelle che sono dannose per gli altri. Questa azione, però, deve essere fatta da parte di tutti: indossare la mascherina deve essere un gioco di squadra.

Per chi ha barba può essere un problema l’utilizzo della mascherina? La mascherina deve aderire bene al volto e coprire completamente naso e bocca. "La barba lunga può essere un problema per l’aderenza della mascherina sulla faccia, che può diminuire. Se sono esposto ad alte concentrazioni di virus e la mascherina non tiene bene intorno al viso c’è un po’ più di rischio. La mascherina è costruita per aderire nel modo migliore possibile intorno al viso per impedire che si inalino particelle".

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Come bisogna togliere la mascherina in sicurezza, una volta rientrati a casa?
La regola è quella di evitare di toccarla perché ci si può infettare. Bisogna togliersi la mascherina, prendendola dai laccetti. Bisogna prendere con le due mani il laccetto inferiore, così si toglie senza toccare la pelle del viso con l’esterno della maschera. Poi dopo ci si deve lavare le mani". Quando ci si toglie la mascherina, bisogna sempre avere ben in mente che la sua superficie esterna può essere contaminata e quindi bisogna gettarla (se monouso) o metterla in un sacchetto se è riutilizzabile e lavarsi subito le mani dopo questa manipolazione. L’uso della mascherina non deve però essere l’unico presidio: la distanza fisica è sempre importante come anche l’attenta igiene delle mani. La mascherina deve sempre essere usata mantenendo la distanza di sicurezza, che risulta essere l’accorgimento più importante in questa fase di convivenza con il virus.