Cultura Libro

L'ultimo Camilleri

Presto in edicola l'ultimo racconto del Commissario Montalbano

Torino - “Il telefono sonò che era appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse”. Una notte di insonnia, tra citazioni da L’Iliade e dalle Catilinarie, così l’inizio del romanzo. Il commissario Montalbano riceve una chiamata sconosciuta nel bel mezzo della notte: un appuntamento al bar Aurora e un nome che risuona dalla cornetta: Riccardino. Il nuovo caso, un uomo morto sparato con due colpi in faccia. Il suo nome è proprio Riccardino, trovato morto davanti alla saracinesca del bar Aurora.

Riccardino, l’ultimo romanzo del commissario Montalbano, è in uscita per Sellerio. Postumo per volontà di Andrea Camilleri che ha voluto fosse pubblicato dopo la sua morte, avvenuta il 17 luglio dello scorso anno.

A svelare le prime pagine del romanzo, leggendole in video da casa sua, è stato il giallista Antonio Manzini, durante la diretta del Salone del Libro di Torino, trasferitosi sulla Rete per via del coronavirus. Salvo Montalbano è chiamato sul luogo di un omicidio. Vorrebbe demandare il suo vice, Mimì Augello, ma è costretto ad andare. E si ritrova in una strada già piena di gente che si affolla dai balconi e dalle finestre e che lo riconosce. “C’è il commissario Montalbano” grida la gente. “Ma quello della tv?” chiede qualcuno. “No, quello vero”. Così si rivela il gioco pirandelliano su cui lo scrittore siciliano ha costruito questo suo testamento narrativo: raccontare fin dall’inizio di Riccardino che esiste uno scrittore, un “tale Camilleri”, una “gran camurria d’uomo” che si è fatto rivelare da Montalbano le sue indagini e le ha trasformare in storie gialle; quando la tv se ne è impossessata, il commissario è diventato incredibilmente popolare suo malgrado: se stesso ma anche il suo doppio, l’attore che lo intepreta.

Ora tutti coloro che si sono trovati nelle vicinanze di questo delitto e che stanno in balcone “come alla festa di San Calò” si assiepano per vedere sì il morto, ma anche questo poliziotto famoso, insieme vero e immaginario. Riccardino, scopre poi Montalbano portando in commissariato gli amici che erano con lui quando gli hanno sparato, è un impiegato della Banca Regionale: perché sia stato ucciso, lo sapremo invece solo quando finalmente avremo tutto il resto del libro tra le mani. Intanto possiamo ancora una volta gioire dell’ironia di Camilleri: entrando Montalbano in commissariato con i testimoni, viene avvertito che da Roma ha chiamato "il professore Camilleri", come se lo scrittore, a distanza, avesse intuito che è avvenuto un fatto di sangue. Un'ironia che ha molto a che fare anche con la decisione, molti anni fa, di far chiudere Riccardino nella cassaforte della sua casa editrice, per lasciarci un regalo postumo. Quando arriverà in libreria? Forse il 17 luglio. Primo anniversario della morte di Andrea. 

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