Cronaca Rosolini

Evan picchiato per 7 mesi, aveva un orecchio tagliato

La rabbia del padre naturale

Rosolini - E’ morto per un trauma cranico Evan Giulio, il bimbo di 21 mesi di Rosolini, arrivato al Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica il 17 agosto con lesioni e lividi sparsi per il corpo. Ieri è stato il medico legale Francesca Berlich a eseguire l’autopsia sul cadavere del piccolo. Sul corpo sono presenti molti lividi, anche riferibili alle settimane scorse, compatibili con percosse.

Sull'accaduto la Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta. Per la morte del bambino sono stati fermati Salvatore Blanco 32 anni, originario di Noto e Letizia Spatola 23 anni, madre del bambino, conviventi nel comune di Rosolini insieme con il piccolo. Nelle prossime ore si terrà l’udienza di convalida dei fermi. L’uomo si trova rinchiuso nella casa circondariale di Siracusa, mentre la donna in carcere a Messina.

Sette mesi di maltrattamenti e angherie con fratture, tumefazioni all’anca e al ginocchio e perfino «il taglio di una parte dell’orecchio», tre referti medici che certificano violenze indicibili e la madre che «per due volte porta il suo bimbo bisognoso di cure al pronto soccorso di Noto e poi si allontana dall’ospedale». Di fatto abbandonandolo.

Il sostituto procuratore Donata Costa che coordina l’inchiesta nei capi d’imputazione, messi nero su bianco per eseguire l’autopsia, parla di «reiterate aggressioni fisiche» che madre e compagno avrebbero inferto al piccolo Evan. Nel capo d’imputazione il pm evidenzia come queste violenze non fossero estemporanee come, invece, si era creduto in un primo momento. Ma siano state «reiterate nel tempo». Il magistrato che coordina l’inchiesta ipotizza un inizio «a febbraio 2020» e una fine «il 17 agosto» quando il piccolo Evan muore. È possibile che in sette mesi nessuno tra medici, carabinieri, polizia e servizi sociali si sia accorto delle angherie che subiva il piccolo nonostante le segnalazioni di nonni e papà da Genova? «È incredibile – dice il padre Salvatore Lo Piccolo assistito dall’avvocato Federica Tartara – che mio figlio sia morto in questo modo. Vogliamo giustizia per quello che è successo».

La morte del piccolo Evan è stata una tragedia annunciata? Di questo è convinto il padre naturale, Stefano Lo Piccolo, che si è recato al commissariato di Modica per essere sentito dagli investigatori. Il padre naturale ripete come un mantra di essersi preoccupato per quei segni che, osservando le foto, notava sul faccino del bimbo e di avere attivato sua madre perché sollecitasse i servizi sociali a verificare le condizioni in cui viveva il figlioletto. E non gli bastavano le rassicurazioni dell’ex compagna che cercava ogni volta di minimizzare su quei lividi con giustificazioni che non lo hanno mai del tutto convinto. Qualcosa più di un sospetto, a conti fatti un presagio tragico. Ora l’uomo vuole che ci sia chiarezza sull’intera vicenda.

Dopo la fine della relazione con Letizia Spatola, Stefano aveva deciso di trasferirsi a Genova dove fa il muratore. Un’occupazione precaria che gli ha permesso di mettere da parte pochi risparmi destinati al suo piccolo Evan. Non appena ha appreso della morte del suo bimbo, si è precipitato a Rosolini, dove, attorniato dall’affetto dei suoi cari, è alla ricerca di risposte ai suoi tanti, troppi perché. Come i nonni paterni, anche lui ha dato incarico ad un legale di costituirsi parte civile nel caso in cui si arrivi a un processo penale.


© Riproduzione riservata