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Guida Michelin 2021, i ristoranti che perdono la stella

Guida Michelin, Lanteri perde la stella. Raddoppiano Oldani, Metullio e de Santis

Guida Michelin 2021, i ristoranti che perdono la stella

Milano - Dieci ristoranti perdono la stella, tra cui Marc Lanteri al Castello di Grinzane (To), mentre 26 nuovi la guadagnano, tra cui Piano 35 di Torino, e tutti e 11 i tristellati del 2020 confermano la presenza nell’olimpo anche nel 2021. Le nuove due stelle invece sono tre: Matteo Metullio del ristorante Harry's Piccolo di Trieste, che accoglie la notizia della riconquista del macaron in lacrime, tanto da non riuscire quasi a commentarla, Rocco de Santis del ristorante Santa Elisabetta di Firenze e Davide Oldani di D’O a San Pietro all'Olmo, frazione di Cornaredo (Mi).
In Sicilia perde la stella Bye Bye Blues di Mondello (Palermo). 

Ecco le novità di questa edizione della Guida Michelin, in una cerimonia in onda da Milano, per la prima volta solo in streaming causa pandemia. D’altronde questa - per la Rossa che in Italia ha debuttato nel 1956 - è un’edizione davvero speciale, che giunge al termine dell’annus horribilis della ristorazione.

CHI PERDE LA STELLA
Bacco - Barletta
Il Riccio - Capri
La Corte - Follina
Marc Lanteri al Castello - Grinzane Cavour
Casa del Nonno 13 - Mercato San Severino
Bye Bye Blues - Palermo
Al Ferrarut - Rivignano
Enoteca Al Parlamento Achilli - Roma
Osteria La Fontanina - Verona
Al Capriolo - Vodo Cadore

NUOVI UNA STELLA (26)
Don Alfonso 1890 San Barbato - Lavello
Relais Blu - Massa Lubrense
Re Santi e Loeni - Nola
Lorelei - Sorrento
Osteria del povero diavolo - Torriana
Zia - Roma
Essenza - Terracina
Nove - Alassio
Impronta d'Acqua - Lavagna
Kitchen - Como
Aalto - Milano
Borgo Sant'Anna - Monforte
Piano 35 - Torino
Casa Sgarra - Trani
Poggio Rosso - Castelnuovo Berardenga
Gabbiano 3.0 - Marina di Grosseto
Franco Mare - Marina di Pietrasanta
Sala dei Grappoli - Montalcino
Linfa - San Gimignano
Peter Brunel ristorante gourmet - Arco
Prezioso - Merano
Senso Alfio Ghezzi - Rovereto
Vecchio Ristoro - Aosta
Sanbrite - Cortina d'Ampezzo
La Cru - Romagnano
Amistà - San Pietro in Cariano

NUOVI DUE STELLE (3)
Harry's Piccolo - Trieste
Santa Elisabetta - Firenze
D'O- San Pietro all'Olmo

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GUIDA MICHELIN 2021
Tre stelle - 11
Due stelle - 37
Una stella - 323
Stellati - 371

La stella verde a 13 chef
La novità di quest’anno (per cui è stata scelta come ambasciatrice Federica Pellegrini) è l’introduzione di un riconoscimento ad hoc per la sostenibilità, già presente nelle guide di altri Paesi ma che debutta ora in Italia: un stella verde (che va ad aggiungersi agli altri simbolini della Rossa: la stella, il piatto, l’omino Bib Gourmand) per promuovere quei ristoranti che si sono impegnati contro gli sprechi e per una cucina green. «Vogliamo così incoraggiare le iniziative sostenibili nel capo della gastronomia con questa prima selezione di ristoranti, che in futuro » spiega in collegamento il direttore internazionale delle Guide Gwendall Poullenec.

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Ecco quali sono i 13 chef segnalati perché «fonte di ispirazione dal punto di vista della sostenibilità»:
Mariangela Susigan del ristorante Gardenia di Caluso (To)
Famiglia Iaccarino del Sant'Agata sui Due Golfi (Na)
Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena
Caterina Ceraudo di Dattilo
Piergiorgio Siviero di Lazzaro 1915
Antonello Sardi di Virtuoso Gourmet
Pietro Leeman di Joia
Davide Oldani di D’O
Fabrizio Caponi i’Ciocio-Osteria di Suvereto
Igor Macchia di Casa Format
Norbert Niederkofler di St. Hubertus
Franco Malinverno di Caffè La crepa
Roberto Tonola di Lanterna Verde

I premi speciali
Ecco i vincitori dei premi speciali: quello per il sommelier è andato a Matteo Circella, ristorante La Brinca (Ge); quello per il servizio di sala a Christian Rainer del ristorante Peter Brunel ad Arco (Tn); quello per il giovane chef a Antonio Ziantoni del ristorante Zia (Roma) perché, scrivono gli ispettori della Rossa, «dietro a piatti che appaiono semplici ad un primo sguardo si nasconde una grande tecnica. Sono piatti sinceri e sorprendenti». Il premio per lo chef mentore è Niko Romito del ristorante Reale a Castel di Sangro: «Oggi più che mai bisogna prendere consapevolezza dell’importanza sociale del cuoco, perché quando cucina diffonde cultura attraverso il cibo» spiega lo chef tristellato.


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