Cultura Inedito

Vasco Rossi: Io, col diploma di ragioniere, intervistavo Guccini

Gli anni delle superiori a Bologna, il rapporto con il professore di lettere, e un tema rivelatore

Vasco Rossi in piazza Maggiore a Bologna

Bologna - Ragionier Vasco Rossi. Una carriera universitaria interrotta in Economia e commercio e un'altra in Psicologia. Conduttore radiofonico, ha persino intervistato il cantautore Francesco Guccini. Che non ricorda l'intervista.
Vasco Rossi è contento della nuova canzone che pubblicherà il primo gennaio 2021, intitolata "Una canzone d'amore... buttata via". Ha girato nottetempo il video del nuovo brano in piazza Maggiore e l'occasione gli fa tornare in mente il rapporto con la città che lo ha adottato. Nativo di Zocca, Vasco ha vissuto tra Modena e Bologna. 

Ha fatto le superiori sotto le Due Torri e qui ebbe la fortuna, nonostante un indirizzo di studi sbagliato per lui, la Ragioneria, di incontrare un professore di lettere bravo. 

“Ragioneria non mi piaceva. Però c’era un professore d’italiano bravissimo, il professor Farinelli. Suo figlio, Gian Luca Farinelli, adesso è il direttore della Cineteca di Bologna: l’ho visto quando ho fatto il videoclip del nuovo singolo qui in Piazza Maggiore. Mi ha fatto venire in mente che suo papà per me è stato importantissimo: è stato il primo che mi ha davvero aperto il cervello! Era un professore molto all’avanguardia. Nel suo modo d’insegnare c’era un programma che lui chiamava ‘Presenze’: noi in pratica essendo ‘presenti’ dovevamo testimoniare la nostra presenza raccontando delle cose di noi, di quello che succedeva”.

"Mi fece fare un tema libero, senza titolo. Io non sapevo davvero cosa fare. Tutti scrivevano come pazzi mentre io dopo un’ora non avevo ancora scritto neanche una riga. Allora, preso anche un po’ dalla disperazione, mi sono detto: ‘Ok allora scrivo di questo’. E ho incominciato facendo un po’ di polemica: ‘Avete talmente ridotto la mia capacità critica e di fantasia in questa scuola fatta di numeri che se non mi date un titolo io non so cosa fare’. Credevo di aver fatto una cretinata e mi aspettavo il peggio”.

“E invece quando il professore tira fuori i compiti in classe il mio non arrivava mai. Di solito iniziava dai migliori e finiva con i voti più bassi. Io ormai ero rassegnato. Il mio lo prende proprio per ultimo e dice ‘Rossi: dal 9 al 10’. Non ci potevo credere. Anche perché con lui nessun tema aveva mai preso più di sette. Non mi piaceva Ragioneria. Bisognerebbe che tutti potessero fare il liceo e poi magari uno può scegliere una specializzazione. Per me è sbagliata una scuola dove non si fanno quelle che io considero le domande più importanti, una scuola, per esempio, dove non si insegna la filosofia".

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Il suo mito a quei tempi? Francesco Guccini: "Con Guccini ci sono cresciuto e quando lavoravo alla famosa Punto Radio che stava a Zocca e che è stata la prima radio liberia in Emilia Romagna io lo sono andato a intervistare, ma lui non si ricorda. Io sì invece perché era la mia prima intervista. Poi una volta ci siamo incontrati. Lui nelle interviste dice sempre che io gli ho detto che mi piaceva la sua Avvelenata mentre a lui, col tempo così così. Ma a me non è che piaceva solo l'Avvelenata: io conoscevo tutte le sue canzoni. Erano la mia pietra di paragone. E all'inizio era un paragone impietoso. Ho imparato molto da lui anche se poi ovviamente me ne sono andato per la mia strada". 


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