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No vax, il dramma della semi-ignoranza

Quando una beata incompetenza fa meno danni

No vax, il dramma della semi-ignoranza

 “Io sono ignorante, ma non sono stupido” dice Nino Frassica, ingaggiato per convincere i suoi messinesi a vaccinarsi. L’argomentazione è disarmante: non ne so un tubo di medicina e vaccini, perché dovrei mettere in dubbio quello che mi dicono tutti quelli che invece li hanno studiati? Non ho argomenti, nella mia formazione, da contrapporre a quelli della maggioranza degli scienziati, tranne quattro gatti. Ma il semplice concetto espresso dal comico contiene, in filigrana, una massima di grande sapienza contenuta in una storiella ispirata al pensiero del compianto Umberto Eco, che calza a pennello nella situazione che stiamo vivendo e può aiutarci a spiegare i meccanismi mentali che agiscono in molti no vax.

"Il vero male del mondo - disse Carlo al fantasma di Umberto Eco - è uno e uno soltanto: l'ignoranza!".
"In realtà è la semi-ignoranza" chiosò il professore.
"Che intendi dire?"
"Intendo dire che una sana e completa ignoranza non crea danni. Ad esempio, quando ero in vita e vivevo nella mia casa di Milano, non ne sapevo nulla di impianti elettrici ed ero del tutto privo di nozioni sull'argomento. Perciò, consapevole della cosa, mi affidavo completamente al mio elettricista. Questo perché l'ignoranza totale è accompagnata anche dal timoroso rispetto dell'argomento ignorato, e di conseguenza dall'umiltà. Se invece avessi letto al tempo due o tre manuali e, convinto di aver assimilato il sapere, mi fossi messo in testa di farmi l'impianto elettrico da solo, probabilmente avrei dato fuoco alla mia biblioteca di inestimabile valore".
"Quindi mi stai dicendo che una conoscenza approssimativa è più dannosa rispetto a una totale ignoranza?"
"Esattamente, soprattutto se associata ad un'altra caratteristica molto comune"
"Sarebbe?"
"La coglionaggine"

Allo stesso modo tanti no vax e non green pass non sono esattamente e totalmente ignoranti. Qualcosa l’hanno letta, forse più sui social che in biblioteca; qualcosa l’hanno ascoltata, forse più in tv che in un’aula universitaria. Il dramma è reputare, in virtù di una competenza abbozzata, di poter mettere in discussione quella approfondita. Peggio: giudicarla corrotta e disconoscerla. Il dramma è pretendere che questa conoscenza larvale, sporadica e frammentaria sopperisca e sia equiparabile a 10 anni di corso di laurea in medicina, con relativa specializzazione ed esperienza quotidiana sul campo. Più della “beata” ignoranza assoluta, la semi-ignoranza rende arroganti, saccenti e presuntuosi. 


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