Bella e vulnerabile, capace di svecchiare l’immagine di una monarchia polverosa, Diana è ancora la reale più amata e imitata della storia contemporanea.
di Redazione

Lady Diana, 24 anni dalla morte: il ricordo della principessa del popolo e del jet set, amica di santi e peccatori
Lady D è stata la donna più amata del Novecento: I misteri della morte e della vita ci accompagnano a distanza di 24 anni dalla sua morte.
Lady Diana never die. Anzi, è più viva che mai. Nel cuore dei suoi amatissimi figli, naturalmente, come in quello dei suoi sudditi per i quali la principessa del popolo è una presenza costante (e talvolta ingombrante). A 24 anni esatti dalla sua morte, la favola incompiuta della timida ragazza che ha rivoluzionato la compassata monarchia inglese non smette di essere raccontata con nuove declinazioni, commuovendo i telespettatori di tutto il mondo e continuando a influenzare un’estetica che, dalle grandi firme, arriva a essere un vero e proprio stile di vita. La sua auto, la sua bici e pefino il suo anello di fidanzamento sono ancora argomento che suscita clamore ed interesse.
Lady D, il 1° luglio avrebbe compiuto 60 anni, la principessa diventata un simbolo del popolo fino alla sua morte ancora avvolta nel mistero. IL 31 agosto 1997 i sogni della nuova vita della principessa del Galles si accartocciavano contro il pilastro del tunnel francese dell’Alma. Il romanzo rosa della principessa del popolo, morta con il suo compagno Dodi Al-Fayed, diventava un noir eterno. Tra teorie cospirazioniste e segreti, i misteri della morte e della vita di Diana, la ‘quasi regina’.
Estate 1997. È l’anno della seconda presidenza Clinton in America, della clonazione di ‘Dolly’, il primo animale creato dall’uomo, l’anno dell’omicidio di Gianni versace-in-vacanza-ad-avola/135410″ >Versace, freddato da Andrew Cunanan a Miami e della ‘successione’ della sorella Donatella, nuova regina della moda. Un’altra regina, Diana Spencer, la principessa del Galles che aveva rinunciato alla prospettiva della corona per riprendersi la propria vita, fagocita tutte le copertine dei tabloid. I giornali fanno a gara per sbattere in prima pagina le foto della bionda reale, fresca di divorzio, nelle braccia di Dodi Al-Fayed, il magnate dei magazzini Harrod’s, il ‘faraone’, l’uomo più ambito del jet set.
Amata, odiata, chiacchierata e adorata: Diana Spencer, ex moglie dell’erede al trono di Inghilterra, diventa protagonista di un fenomeno mai visto prima in simili proporzioni, l’ipersaturazione della sua esposizione mediatica. È la donna più fotografata, la più seguita, la più spiata. L’Europa intera vuole sapere cosa farà della sua vita la principessa del popolo, la donna che ama, l’adultera e la moglie tradita, la bulimica che svuota il frigo e vomita, la madre fragile, la 36enne che ha lasciato in baule i cappellini eccentrici e i tailleur per rimettere i jeans, la principessa che non ha rinunciato a essere donna.
È stata sufficiente una manciata di anni per fare diventare Diana Spencer una delle icone femminili del Novecento più amate trasformando quell’adolescente tranquilla in una rivoluzionaria in erba costretta nel rigido cerimoniale di corte e in una vita che, forse, non aveva scelto. Era il febbraio del 1981 e Diana, con la sua pelle da english rose, le camicie con il collo a fiocco e le maniche a sbuffo, il curioso taglio di capelli, aveva già conquistato tutti. Dopo ci sono stati un matrimonio «troppo affollato», due figli adorati, una vita passata al setaccio dalla stampa, amicizie importanti e disturbi alimentari, ma anche l’impegno umanitario e la lotta contro l’Aids, in un saliscendi di vicende costantemente sulle pagine dei tabloid che l’hanno resa, anzitempo, protagonista di un reality (pioniera anche in quello).
Bella e vulnerabile, capace di svecchiare l’immagine di una monarchia polverosa, Diana è ancora la reale più amata e imitata della storia contemporanea.
È il 31 agosto quando Diana e Dodi sono a Parigi per una fuga romantica: lui le ha regalato uno spettacolare anello risplendente di promesse, lei gli ha fatto conoscere i figli William e Harry. Alloggiano al Ritz, dove Henri Paul, responsabile della sicurezza, ex pilota e uomo di fiducia dei Fayed gli fa da chaperon. Salgono tutti sulla limousine a noleggio diretti verso l’appartamento di Rue Arsène Houssaye. La corsa si porta dietro il consueto sciame di fotografi in sella alle moto e in auto, Paul schiaccia il piede sull’acceleratore, sempre più forte, finché il futuro di Lady D si accartoccia contro il pilastro del tunnel dell’Alma. Dodi e Henri muoiono sul colpo, la principessa è ancora viva quando viene estratta dalle lamiere, la caricano sull’ambulanza, non farà in tempo ad arrivare in ospedale. Si chiude la vita straordinaria della principessa del popolo, si apre la storia della sua morte, tra ipotesi di complotto e macabri sospetti. Il romanzo rosa è diventato noir.
Con la complicità dell’estate il suo personaggio pop e iconico risplende più che mai. E’ infatti in questa stagione che la sua parabola trova il compimento. Diana avrebbe festeggiato 60 anni l’1 luglio e il 31 di agosto ricorre l’anniversario del tragico incidente nel tunnel dell’Alma, a Parigi.
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