L’uccello, legato a un braccialetto, sequestrato e “messo in sicurezza” dall’Oipa
di Redazione

Trapani – Non è cominciata nel migliore dei modi l’avventura in Sicilia per una donna libica: alla gioia per essere riuscita a mettere piede a terra, dopo aver visto la morte in faccia con altri 846 migranti sbarcati dalla Sea Eye 4; la delusione nel vedersi portare via un piccone che teneva legato al braccio con una catenella: l’unica sua compagnia, nei giorni bui della Libia e della traversata in Mediterraneo.
Quando ieri sera è scesa ieri dalla nave Sea Eye 4, la solerte Questura trapanese ha segnalato il volatile (foto) all’Organizzazione internazionale protezione animali – che ha inviato due volontarie a recuperare l’uccello per trasferirlo al Centro operativo provinciale della Forestale, dov’è stato premurosamente visitato e “messo in sicurezza”.
Che, probabilmente, significa liberato in volo giacché è tutto fuorché una specie in via d’estinzione. «Ha lasciato il suo Paese portando, nella disperazione, solo il suo piccione» racconta Baldo Ferlito, vicedelegato dell’Oipa locale: alla signora ha spiegato che avrebbe dovuto privarsi del suo amico, per via del rigoroso iter sanitario da seguire.
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