La bella figura su Rai Uno
di Redazione

Palermo – Il pm Nicolò Marino e Linda Vancheri, funzionaria della Confindustria di Caltanissetta entrano nella giunta regionale guidata da Rosario Crocetta. I due nuovi assessori (Marino sarà nominato ufficialmente nei prossimi giorni) sono stati presentati in conferenza stampa da Crocetta a Palazzo d’Orleans. “Finora non ho sbagliato una nomina”, ha detto il governatore della Sicilia. I due nuovi assessori si aggiungono a Franco Battiato e Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio.
“Una volta proclamati vorrò incontrare tutti i parlamentari. Io ho un rispetto sacro per le istituzioni e rispetto tutte le liste soprattutto quelle d’opposizione. Io non faccio inciuci, dico le cose e in questi giorni qualcuno mi ha telefonato – ha aggiunto – Dovete capire che il mio è un metodo nuovo di interloquire. Sono convinto il bilancio e le misure di rigore passeranno”.
“Oggi comincerò con le rotazioni dei dirigenti della regione, a cominciare dalla Programmazione. Non posso mica parlare di fondi comunitari con chi ha permesso che si perdessero. Oggi sarà pronta la lettera che dichiarerà decaduti i 21 giornalisti dell’ufficio stampa della Regione siciliana”.
Come aveva annunciato nel giorno del suo insediamento, il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha sistemato nel suo ufficio a Palazzo d’Orleans il crocifisso realizzato con il legno dei barconi della “speranza” regalatogli qualche giorno fa a Lampedusa e mostrato durante la conferenza stampa di oggi. “Lo terrò nel mio ufficio, così ci ricordiamo che esiste la sofferenza vera – ha detto Crocetta – fa bene fare un bagno di purezza ricordandosi di chi soffre, anche per evitare di montarci la testa”.
PROGETTI CANTIERABILI. “I progetti non immediatamente cantierabili saranno accantonati nella programmazione dei prossimi due anni e saranno trattati solo quelli fattibili. In questi giorni rivedremo l’esecutività dei progetti e daremo precedenza a questi ultimi. Non è escluso che cancelleremo alcuni progetti già inseriti e ne inseriremo dei nuovi” Tra i principali progetti che avranno immediata esecutività i collegamenti con l’aeroporto di Comiso, quelli tra Catania e Palermo, il passante Gela-Santo Stefano di Camastra. “Non sarà possibile ovviamente capovolgere la programmazione europea, ci vorrà più tempo – ha aggiunto – ma sarò molto realista inserendo solo progetti da mandare in gara subito”.
La Vancheri dovrebbe ricoroprire il ruolo di assessore alle Attività produttive con cui ha collaborato nella scorsa legislatura. Per il pm Marino si profila la delega all’Energia.
MARINO, ASSESSORE-MAGISTRATO. Prime parole da assessore regionale siciliano per Nicolò Marino, fino a ieri pm antimafia della Dda di Caltanissetta. “Sono orgoglioso di ricoprire il ruolo di assessore continuando a fare il magistrato, ma sono una persona molto concreta. Certo ho anche paura ad affrontare questa nuova avventura. Il magistrato non interpreta solo le norme e non vive certo sulla luna – dice ancora Marino – Sono innanzitutto pubblico ministero e continuerò a esserlo. Bisogna creare una squadra giusta che possa interloquire con tutte le istituzioni – dice ancora – occorre una squadra investigativo-tecnica”.
Poi il magistrato antimafia prestato temporaneamente al Governo regionale siciliano guidato dal Presidente Rosario Crocetta, Nicolò Marino puntualizza: “da assessore non farò naturalmente il magistrato, ma svolgerò il mio incarico utilizzando gli stessi metodi e lo stesso rigore adottati nello svolgere la funzione di pubblico ministero”.
LA SECONDA DONNA IN GIUNTA. Da oggi l’assessore regionale alle Attività produttive della Sicilia è Linda Vancheri. “Lo sviluppo della Sicilia parte dalla singergia tra le forze dell’ordine, la magistratura, le associazioni d’impresa. Questo perchè dobbiamo partire da un patto di responsabilità che ognuno, nel rispetto dei propri ruoli deve portare avanti fino alla fine. Il risultato deve essere innanziatutto il rilancio del sistema produttivo – prosegue – la frontiera dello sviluppo futuro della nostra terra è la legalità”.
“Sono molto fiera di lavorare con Rosario Crocetta, che conosco da quando era sindaco – dice ancora Vancheri, funzionaria di Confindustria – Voglio realizzare il mio sogno di sentirsi fieri di essere siciliana. Conosco questo settore, conosco le problematiche che affliggono il tessuto imprenditoriale. Comincerò a lavorare subito, ho le idee abbastanza chiare. Dobbiamo rilanciare sviluppo e legalità. Tra i vari problemi, tra cui quello più penoso che è la presenza della mafia, c’è quello della pubblica amministrazione. Voglio portare avanti queste iniziative insieme a tutte le categorie produttive e ai sindacati e in collaborazione con magistratura e forze dell’ordine”.
L’OROLOGIO DEL SULTANO. Durante la conferenza stampa, Crocetta ha trovato anche il tempo scherzare sul prezioso orologio che il suo predecessore Raffaele Lombardo gli ha lasciato durante il passaggio di consegne: “C’è un ricco imprenditore disponibile a comprare l’orologio d’oro regalato dal Sultano dell’Oman all’ex presidente Raffaele Lombardo”.
SUCCESSO ALLA RAI. Nel frattempo, ieri, il presidente Crocetta ha strappato applausi bipartisan da Pdl e Lega durante la trasmissione l’Arena su Rai1: “Se il Pdl in Sicilia è intelligente deve appoggiarla in queste battaglie” ha detto il deputato del Pdl Guido Crosetto intervenendo in trasmissione.
Anche il segretario della Lega lombarda Matteo Salvini, in collegamento, ha detto che “per quanto possibile Crocetta può tener conto dell’appoggio della Lega Nord se le sue intenzioni sono quelle esposte”. Crosetto ha aggiunto: “Se queste sono le sue battaglie si troverà alleate le persone serie del Pd come del Pdl e della Lega”. Crocetta ha detto che salverà la Sicilia “senza chiedere nulla al governo nazionale”, e che lui “è contro i privilegi, taglierà gli sprechi e combatterà la mafia” e per questo è stato eletto “dai siciliani che vogliono il cambiamento”.
“Ho già tagliato – ha aggiunto – 13 società inutili. Alla prossima finanziaria chiuderà anche l’Arsea. Ma i poveri non possono essere sacrificati sull’altare dei tagli. I precari vanno collocati in modo produttivo. Mi preoccupa più il segretario generale dell’Ars che guadagna 400 mila euro l’anno: con quei soldi si possono far lavorare decine di persone”. Alla domanda se i partiti sono d’accordo con la sua volontà di cambiamento rispetto al passato il governatore ha risposto: “Non me ne frega niente se i partiti sono d’accordo”.
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