Attualità Le nuove regole

Cari amici vicini e lontani, addio: due settimane in rosso Musumeci SCHEDA

Lockdown “rinforzato” in Sicilia: niente visite ai cari, a scuola fino alla prima media. Le misure fino a domenica 31

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 Ragusa – Niente visite a parenti e conoscenti, neanche una volta al giorno, neanche con due sole persone in macchina, neanche fermandosi a dormire. Tranne, se sono in difficoltà, quelli “stretti”. Ovvero di primo grado, appartenenti al nucleo con il vincolo di parentela più forte e dunque genitori, figli, fratelli, sorelle e coniugi. E’ l’unica avvitata aggiunta da Palazzo d’Orleans a dispositivo di regole già previste da Palazzo Chigi per la zona rossa, in cui la Sicilia versa da ieri per effetto del primo Dpcm dell’anno nuovo. Potrebbe essere anche l’ultimo, per questo governo. Per il resto valgono le regole già previste per la specifica area di rischio, che riassumiamo di seguito.

Spostamenti. Oltre allo stop agli contri con i propri affetti – a meno che non siano disabili o anziani soli e malati, che rientrano nelle situazioni di necessità – è vietato circolare, a piedi o con un mezzo pubblico e privato, all'interno del territorio comunale (e dunque anche regionale), ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l'acquisto di generi di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria o per rinetrare a casa, anche la seconda. Motivazioni che, a controllo, vanno sottoscritte sull’apposita autocertificazione.

Negozi. Sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per alimentari (al dettaglio e supermarket), farmacie, tabacchi ma anche lavanderie, ferramenta, parrucchieri, barbieri, edicole, cartolerie, librerie, vivai e fiorai. No agli estetisti. Sospesa ogni attività di ristorazione: consentito solo l’asporto fino alle 18 (con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze) e la consegna a domicilio fino alle 22, quando scatterà il coprifuoco fino alle 5.

Istruzione. Lezioni in presenza per asili nido, scuola dell'infanzia, primaria e primo anno della scuola secondaria di primo grado, come prevede il Decreto ministeriale, salvo emergenze locali. Le altre classi - cioè dalla seconda media in poi, comprese superiori e università - si continuerà con la didattica a distanza. Ma nel caso in cui i contagi non diminuiscano, il governatore Musumeci pensa "alla chiusura di tutte le scuole".


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