Attualità Santa Croce Camerina

Chiusa per rischio frana l’area costiera del promontorio di Camarina. VD

Il costone argilloso sta venendo giù, per via del trascinamento oeprato dalle acque meteoriche e dell'azione sottostante dei marosi

Santa Croce Camerina - Da diverse settimane la Strada provinciale102 che collega il Museo Regionale di Camarina a Scoglitti è del tutto interdetta al traffico per il pericolo di crollo del promontorio. La strada che scende per attraversare il piccolo ponte sulla foce dell’Ippari è ormai a pochi metri dal baratro.

Siamo su un’area archeologica molto importante, che ospita un Museo regionale ricco di reperti e una strada paesaggistica spesso immortalata in film e serie televisive come il “Commissario Montalbano”. Ma l'arteria viaria è anche una strada importante per il collegamento di Camarina con Scoglitti, come detto. 

Da anni si è discusso, ci sono state manifestazioni di protesta da parte del comitato spontaneo “Tutti per Kamarina”, convegni e dibattiti pubblici dove sono intervenuti tecnici, studiosi e archeologi alla ricerca di soluzioni, ma soprattutto di risorse per intervenire con la massima urgenza. Purtroppo nulla di fatto.

Nel 2011 è stato salvato l’ultimo lembo di muro rimasto sul promontorio, grazie all’intervento del Genio Civile con il raccordo della Soprintendenza e il Parco archeologico della zona, grazie alla realizzazione di una “mantellata” di protezione dall’azione del mare, con la costruzione di un tessuto adatto a comprimere la spinta argillosa del terreno e la creazione di un costone artificiale con massi di grandi dimensioni che hanno bloccato e messo in sicurezza la falesia. Ma adesso siamo veramente a pochi metri dal precipizio, come è evidenziato dalle immagini della ricognizione con drone fatta qualche giorno fa da Silvio Rizzo. 

Da pochi mesi quella strada prima provinciale è passata tra le competenze del Comune di Ragusa e la Soprintendenza, dato che ricade in area archeologica. Il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì: “Abbiamo dovuto chiuderla obbligatoriamente, non appena ne siamo venuti in possesso, perché da una ricognizione si è scoperto che la stradina è in pericolo per il cedimento di tutto il promontorio. È nostro auspicio ripararla ma prima va messa in scurezza, i tempi saranno lunghi, perché bisogna intervenire con progetti qualificati che prevedano il consolidamento di tutta la zona che valuteremo con la Soprintendenza. L’intento è di renderla fruibile al pubblico come sito archeologico, culturale e viario.”

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Nel frattempo si sta studiando una alternativa viaria per collegare sia il Museo Ragionale che Scoglitti.


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