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Covid, Italia gialla a Nord e arancione a Sud: un Paese diviso in due

La Sicilia non cambia colore, da lunedì il Paese sarà spaccato esattamente a metà

Covid, Italia gialla a Nord e arancione a Sud: un Paese diviso in due

 Ragusa – Supponiamo che abbiate un figlio, bravissimo a tennis tanto da fare gare nazionali e vincere. Purtroppo, da due giorni ha la febbre a 38° e quindi deve rimanere a casa e non partecipare alle gare. Il terzo giorno la febbre scende a 37,5°, che fate? Gli dite che può andare a fare le gare perché la sua condizione sta migliorando (correndo il probabile rischio di una ricaduta), oppure gli dite di rinunciare alle gare finché non è guarito e poter tornare a vincere senza ammalarsi di nuovo? L’Italia è il figlio malato che dà segnali di ripresa e il genitore è un governo locale e nazionale che vuole farlo tornare alle gare perché il figlio "scalpita". Anche per l’università di Palermo, che sul portale Covistat19 monitora la progressione del Coronavirus a livello regionale e provinciale, “allentare le misure di contenimento ora potrebbe essere sbagliato: l’esperienza ci dice che, con il caldo, il virus fatica a circolare, ma la stessa esperienza ci dice che poi torna prepotentemente. La differenza, quest’anno, la può fare il vaccino - scrivono i tecnici -. L’Italia sta viaggiando lentamente verso una possibile ripresa, anche se le stime non sono così nettamente positive: la velocità di decrescita della curva è scarsa e l’Rt è minore di uno, ma ancora ad esso vicino".

Eppure l’intero Nord Italia sta per tornare in giallo da lunedì 26 aprile, quando partirà anche il nuovo decreto Draghi con le misure anti Covid nazionali. Questo almeno sperano i governatori delle 11 regioni settentrionali candidate alla promozione, in base alle proiezioni dei dati che saranno presi in esame dalla cabina di regia del venerdì: tutte avevano già venerdì scorso l'indice Rt sotto 1 e un'incidenza di contagio sotto la soglia di rischio di 250 casi settimanali per 100mila abitanti. In rosso rimarrebbero solo Sardegna e Val d'Aosta, perché anche la Puglia ambisce all’arancione. L’ultima settimana del mese vedrebbe dunque tutto il Mezzogiorno in fascia di rischio intermedia: Campania, Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia. Sull’Isola i casi continuano a essere tanti ogni giorno e solo la provincia di Ragusa riesce a distinguersi in una situazione di difficoltà che non riguarda più solo Palermo. L’unica cosa certa è che di bianco non se ne parla più da un pezzo e la cartina è sempre più bicolore, tagliata di netto in due. La Liberazione dal Coronavirus, quella vera, avverrà per tutto il Paese ben dopo il 25 giugno. 


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