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Gli ultimissimi trucchi per evitare il vaccino Covid

Legge 104 e vaccinazioni concomitanti: i due escamotage rimasti ai no vax, ma rischiano grosso

Legge 104 e vaccinazioni concomitanti: i due escamotage rimasti ai no vax, ma rischiano grosso

 Roma - Fallite le intimidazioni ai medici di famiglia affinché s’inventassero un motivo di esenzione, andate bene visite e analisi alla ricerca di un qualche male incompatibile col vaccino anti Covid, naufragate le cause portate innanzi alla legge, certi no vax più incalliti - ora che il tempo stringe - sono pronti pure alla truffa pur di escogitare uno stratagemma che li dispensi dall’iniezione, senza dover rinunciare ai benefici sociali di chi si è vaccinato (oltre allo stipendio per sospensione dal servizio). Emerge dalle cronache riportate in questi giorni da alcune testate nazionali.

Su 23 milioni di lavoratori interessati dal provvedimento, è inevitabile che qualcuno abbia pensato a come aggirare il nuovo ostacolo; specie tra i lavoratori della sanità e della scuola, per cui l’obbligo del green pass è già scattato. Sono due le scappatoie inventate in extremis. La prima è il ricorso alla Legge 104 per i disabili, che bypassa le assenze consentendo tre permessi retribuiti al mese ma soprattutto un’aspettativa (non pagata) fino a 2 anni; con il congedo straordinario non tocca neanche dimostrare di essere residenti o momentaneamente domiciliati presso la persona da assistere, se questa vive in altra dimora.

La seconda scappatoia adoperata è un’altra vaccinazione: papilloma virus, meningococco, tetano, tifo, colera, epatite. Questo perché nelle note informative sul proprio stato di salute da consegnare all’hub prima della puntura, c’è da spuntare una casella in cui si dichiara che siano passate almeno 4 settimane dall’ultima dose di un altro ciclo vaccinale intrapreso nel frattempo (e alcuni durano mesi o anni), che viene scambiata erroneamente per una controindicazione.

Non è necessaria la prescrizione medica per sottoporsi quando si vuole in un centro privato a un altro tipo di siero tra i suddetti, ma quella riportata nell’autodichiarazione è solo un’informazione per il medico vaccinatore che unico - valutandola insieme alle altre riportate, in una anamnesi complessiva - potrà decidere semmai di rinviare la somministrazione, non rappresenta, da sola, condizione per una diagnosi fai-da-te. L’incompatibilità di altri vaccini a Rmna col Coronavirus è una bufala spacciata da coloro ai quali piacerebbe che fosse così, per farla franca.


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