Attualità Istruzione

Ragusa la provincia meno scolarizzata d'Italia

Ha la percentuale più alta di ragazzi senza diploma, ma l’indagine del Sole24Ore è zoppa

 Ragusa – In Sicilia e Sardegna un quarto dei 20enni non ha un diploma, nel resto del Sud uno su 5, al centro-nord uno su 6. Ragusa, in particolare, è prima nella classifica delle province italiane con la percentuale più alta di non diplomati e più bassa di laureati, seguita da tre città sarde e Palermo; nella top10 c’è pure Caltanissetta. È quanto emerge da un’indagine sull’abbandono scolastico in Italia realizzata in questi giorni, a puntate, dall’unità Info-data del Sole 24 Ore sulla base dell’ultimo censimento Istat 2020. La media finale (tabella 1) esce fuori dalle differenti classifiche su scuola dell’obbligo (2), laurea triennale (3), magistrale (4) e dottorato di ricerca (5) in cui l’elenco non subisce grosse modifiche e che vede sempre in testa il capoluogo ibleo.

A proposito del percorso universitario andrebbe aggiunto, però, che buona parte dei ragazzi siciliani lo percorre in altre regioni e, dunque, l’elenco in questo caso rispecchia non l’indole all’abbandono degli studi, o la necessità di iniziare a lavorare, quanto la presenza estremamente superiore di atenei e strutture formative al centro-nord, con relativi sbocchi professionali.

Anche per le superiori, si tratta di un dato meramente geografico che non tiene conto delle disuguaglianze derivanti dallo status socio-economico della famiglia, che incide pesantemente sulle scelte scolastiche, e del gap reale delle periferie meno connesse anche in termini infrastrutturali. In dieci anni la percentuale di giovani senza diploma è calata sensibilmente, passando dal 23% al 17%. È una cifra ancora elevata, se rapportata ai paesi Ue, ma dall’analisi del Sole affiora un altro dato allarmante: a livello nazionale 10,6 mila ragazzi fra i 20 e i 24 anni oggi sono analfabeti; altri 15,8 mila sono alfabetizzati ma non hanno finito le elementari; e altri 23,3 mila non hanno finito le medie. In tutto quasi 50 mila giovani italiani, dal Settentrione al mezzogiorno.


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