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Ragusa, "non ci sono infermieri", ma gli infermieri restano dietro la porta

La storia di una infermiera che da Milano voleva trasferirsi a Ragusa

Ragusa, "non ci sono infermieri", ma gli infermieri restano dietro la porta

Ragusa - Pochi giorni fa, ad una emittente televisva locale, la Direzione sanitaria provinciale dell'Asp di Ragusa aveva lamentato la mancanza di medici ed infermieri per fare fronte alla situazione difficile in cui versano gli ospedali ragusani.
In tempi di carenza di personale nelle strutture pubbliche della sanità, salta alle cronache la storia di un’infermiera, caposala in servizio in un rinomato ospedale di Milano, che aveva partecipato al bando di mobilità per infermieri bandito dall’Asp di Catania. La donna aveva chiesto di essere trasferita a Ragusa.

Era felice per la convocazione arrivata con tanto di Pec per partecipare al colloquio previsto. L’appuntamento davanti al Pc è alle ore 14,30. Su Google Meet, una delle applicazioni per teleconferenze più diffuse. Alla operatrice sanitaria viene confermata la richiesta di partecipazione da parte degli uffici dell’Asp di bacino che si occupa della mobilità.  Viene invitata ad attendere la chiamata dagli uffici dell’Asp entro i successivi 5 minuti. Una, due, tre, quattro ore di attesa. Nulla. Prova a chiamare a un numero cellulare indicato. Una, due, tre volte. Niente. Rimane imprigionata nel dubbio di dovere ancora attendere. Attende il giorno successivo per cercare spiegazioni. Finalmente, a quel numero qualcuno le risponde: “Lei è stata scartata perché non ha risposto alla convocazione“. Rimane allibita. Non si perde d’animo. Scrive una Pec all’azienda per spiegare e dimostrare soprattutto come sono andati i fatti.
E’ in attesa di ricevere una risposta. Ragusanews vi terrà aggiornati.

Nella foto, il dottor Raffaele Elia, direttore sanitario dell'Asp di Ragusa. 


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