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Roma, vaccinati e contagiati: 12 medici positivi dopo il secondo richiamo

Aumentano gli episodi di reinfezione, anche chi conclude il ciclo deve comportarsi come prima

Aumentano gli episodi di reinfezione, anche chi conclude il ciclo vaccinale deve comportarsi come prima

 Roma – E’ successo anche in Sicilia, a Palermo e a Siracusa, e col passare dei giorni aumentano anche nel resto d'Italia i casi di persone che, pur avendo regolarmente completato il ciclo vaccinale anti Covid con la seconda iniezione, contraggono ugualmente il virus. Senza sviluppare la malattia è vero, ma con la possibilità di contagiare gli altri, a cominciare dai pazienti, col rischio di rilassarsi pensando che ormai loro sono a posto. Non è proprio così: anche da vaccinati tocca continuare a seguire esattamente le stesse precauzioni in materia di mascherine, distanziamenti e igiene. Gli ultimi casi, riportati oggi dai media, riguardano 12 tra medici e infermieri delle Asl romane, risultati positivi al virus dopo aver ultimato la doppia somministrazione: la scoperta è stata effettuata durante un controllo di routine, a seguito dello sviluppo di alcuni focolai in alcune strutture ospedaliere della capitale.

All’Asl Roma 1 è capitato all’infermiere di una casa di cura di Monte Mario. All’Asl 3 a un operatore di un ospedale al Torrino. Presso l’Asl 4 a due infermieri, uno in servizio all’Aurelia Hospital e l’altro al San Camillo. Infine altri 9 sanitari all’Asl Roma 5. Il virologo del Policlinico Tor Vergata Massimo Andreoni evidenzia che contagiarsi dopo la seconda dose non significa automaticamente che il vaccino è stato poco efficace. Scopo dell’antidoto, ha ribadito, non è bloccare l’infezione ma la patologia, e infatti tutti i casi succitati sono completamente asintomatici. Al momento non è ancora noto con certezza scientifica se siano anche contagiosi e, nel dubbio, devono proseguire ad osservare tutte le limitazioni anti Covid vigenti. “Per le malattie infettive classiche c’è la possibilità che una persona vaccinata contragga la stessa patologia per cui ha ricevuto il vaccino – spiega l’infettivologo Luigi Toma - ed è molto probabile che questa persona non abbia sintomi. Quanto però possa essere contagiosa è un aspetto estremamente variabile. Cambia a seconda del tipo di paziente e del ceppo virale dal quale viene infettato”. 


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