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Senato, Conte ha 156 voti, il minimo sindacale

A sorpresa due senatori di Forza Italia (Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin) hanno votato a favore del governo Conte. Tajani: «chi vota sì è fuori dal partito»

156 voti il Governo, 140 l'opposizione

Roma - Il Governo Conte è un governo di minoranza. Alla fine con 156 voti a favore. I sì alla prima chiama sono stati 153, i no 141. Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin di Forza Italia votano la fiducia. Tajani: «Fuori da Forza Italia». 

Forza Italia registra due nuove defezioni dopo quella alla Camera di Renata Polverini: la senatrice di Forza Italia-Udc, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin hanno votato la fiducia al governo nell'aula del Senato contro la posizione del partito. Causin e Rossi «sono fuori dal partito: votare con il governo in questo caso non è una questione di coscienza», dice Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia. Tajani spiega di aver informato Silvio Berlusconi, insieme alla capogruppo Anna Maria Bernini.

Per Rossi si tratta di una defezione che ha del clamoroso, destinata a far discutere all'interno e fuori dal partito. Uno strappo che coglie di sorpresa i vertici di Fi, inaspettato fino ad ora, mentre l'addio di Causin era nell'aria da qualche giorno e la sua assenza dell'Aula sin da stamane non aveva fatto altro che destare sospetti.

Nata a Piedimonte Matese l'8 marzo 1972, in passato, Maria Rosaria Rossi fu parte integrante del cosiddetto "cerchio magico" di Berlusconi. Insieme a Francesca Pascale, futura compagna del Cavaliere, fece la comparsa nel video di "Menomale che Silvio c'è" in vista delle Elezioni politiche italiane del 2008 per le quali venne candidata con il PdL, nella quindicesima circoscrizione Lazio 1, per diretta volontà di Berlusconi, risultando eletta deputata al Parlamento italiano.

«Un passo avanti sofferto perché nella politica gridata di oggi certamente decidere significa anche recidere rapporti con le persone e con la comunità politica di Forza Italia a cui sono appartenuto e in cui mi sono trovato bene nonostante io abbia pubblicamente sempre espresso grandissimo disagio e preoccupazione per una deriva populista e sovranista della coalizione, distante dai miei valori e dalla mia storia personale», dichiara Andrea Causin, subito dopo aver votato la fiducia al governo a palazzo Madama. Il senatore lascia Fi.
Gli ex M5S Drago e Giarrusso (ritenuti in bilico) hanno espresso il loro no.

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Casellati chiede di vedere il video del voto di Ciampolillo
La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati chiede di vedere il video della votazione del senatore Ciampolillo. Da decidere se sia arrivato in tempo per esprimere il voto oppure no. Commento scherzoso di alcuni senatori: "E' l'assistenza video, il Var".

Matteo Renzi si è astenuto nel voto di fiducia in Senato. Si è astenuta anche l’ex ministra Teresa Bellanova
I senatori di Iv non hanno risposto alla prima chiama per la votazione sulla fiducia nell’Aula di Palazzo Madama. Alcuni rumors di palazzo hanno attribuito questa scelta alla volontà di contare i voti e vedere se, nella seconda chiama, ci sarebbero stati margini per dare la spallata al Governo Conte votando contro la fiducia all’esecutivo. L’ufficio stampa di Italia Viva ha comunque confermato l’astensione prima della seconda chiama.

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La senatrice di Italia viva, Daniela Sbrollini risulta assente alla seconda ‘chiama’ del voto di fiducia al Senato. A differenza, quindi, del resto del suo partito che ha annunciato l’astensione e che in effetti si sta astenendo, non ha partecipato al voto. Riccardo Nencini del gruppo IV-PSI non ha risposto alla seconda chiama, quindi non ha votato la fiducia.
L’Udc ha votato contro la fiducia nell’Aula del Senato.

Salvini e Meloni: chiediamo colloquio al Colle
"Dobbiamo chiedere un colloquio al presidente ella Repubblica per chiedere a lui come intende affrontare le prossime settimane. Non si puo' fare finta che le cose vadano bene". Così il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, intervenendo su Rete4. Analogo annuncio era arrivato poco prima ai microfoni del Tg1 dal leader della Lega, Matteo Salvini.

22,24, Casellati riammette Ciampolillo e Nencini
La presidente del Senato Casellati ha riammesso al voto i ritardatari della seconda chiama, i senatori Ciampolillo e Nencini, che hanno quindi potuto votare in extremis. Ciampolillo ha votato sì alla fiducia. E con lui anche Nencini. I voti a favore del Governo diventano alla fine 156.  


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