di Redazione
Salve caro moderatore,
salve cari lettori
vi disturbo un’altra volta, e questa volta per un’inezia nel vero senso della parola.
Dato che l’occasione mi è capitata tra le mani, rimetto mano all’attività assolutamente innocua di segnalazione della presenza di Scicli in giro per il mondo dei media.
Questa volta verrà chiamato in causa indirettamente il buon Bartolo Piccione quale assessore al ramo dell’epoca.
Ebbene, qualcuno di voi lettori avrà visto “Annozero” l’altra sera, e qualcuno di voi avrà avuto l’ardire di seguire fino alla fine la molto toccante (nonché “arrabbiante”) puntata (le vignette di Vauro, da sole, valgono “il biglietto”), ma non sono sicuro che qualcuno si sia accorto di un particolare che ci riguardava molto da vicino (anche tutto il resto ci riguardava, e forse anche di più, facendo noi parte di un’isola in cui i fenomeni negativi sono ancora più diffusi che altrove). Il particolare in questione è semplicemente il triste sfondo di una tristissima inchiesta sulla totale assenza di controlli di qualsiasi tipo nel nostro paese. Mi spiego meglio.
Alle 22.40 circa, quando alla maggior parte del pubblico televisivo un po’ di approfondimento non glielo ficchi in testa neanche a martellate, loro (quelli di Annozero) trasmettevano il filmato che avevano girato in settimana nel bel mezzo della “fiera” a Catania, e che li aveva portati anche in giro per i grossisti di frutta e verdura del mercato di Catania (e relative “interviste”). Tra una interlocuzione e l’altra vediamo sullo sfondo i luoghi del caso: box ortofrutticoli, depositi, camion in carico, gente che lavora, merce che viene movimentata e tutto il resto. Tra i tanti colli di merce, proprio mentre un grossista ammette candidamente che le cassette con le varie provenienze vengono riciclate, che i bollini non corrispondono al vero, che la produzione è mischiata, che ad un certo punto neanche loro conoscono la provenienza di quello che stanno vendendo (per esempio le arance spagnole confuse con quelle originali siciliane), che cosa ti vado a notare dietro di lui (forse anche in primo piano) per qualche secondo?
Ma cosa se non una bella quantità di cassette con sfondo blu e l’inconfondibile claim MAREBAROCCO e il famoso portale scelto come marchio della nostra città?
E qui una piccola riflessione.
Non sto a ricordare l’iter e le vicende che portarono alla registrazione e all’adozione del marchio, che era inserito come chiave portante di un brillante e più ampio progetto di marketing del territorio (anche se detesto la parola marketing associata a territorio) che non più di tre anni fa (ma sembrano davvero secoli) era riuscito a creare in città un clima culturale piacevolmente stimolante e a veicolare bene ed in un certo modo l’immagine della nostra città all’esterno. Se non altro era il primo (ed unico) esempio di visione e progettualità politico-amministrativa concreta, globale, più o meno organica, competente, di un certo livello, che Scicli abbia avuto modo di vedere negli ultimi decenni.
Anche se forse un po’ velleitariamente, anche “l’imposizione” all’agricoltura delle cassette con il marchio Marebarocco, era una interessante idea di partenza che avrebbe dovuto essere seguita da vari altri provvedimenti per il settore.
A quanto mi è dato sapere e vedere, a distanza di circa due anni dalla defenestrazione del buon Basolone (tra l’altro neanche sufficientemente salvaguardato dal suo fanta-partito), con l’avvento del Savà, del progetto Marebarocco si è persa ogni traccia (non voglio pensare a quale tipo di uso il Savà e la sua cerchia abbiano destinato quelle sudate carte). Né tantomeno credo che si fabbrichino ancora cassette con quel marchio (chi di dovere avrà fatto bruciare “gli stampi” e avrà pure sparso le ceneri al vento per essere più sicuro).
Ed invece ecco, quando neanche a Scicli se ne ricordava più nessuno, spuntare in prima serata su Raidue le nostre disastrate cassette contenenti non so cosa. E in quale contesto!
Sarebbe interessante rivedere la puntata e fare una relazione più esatta e particolareggiata di quanto ha permesso la mia labile memoria (a distanza di soli 2 giorni!). Non essendo addentro al settore ortofrutticolo, spero di non aver scritto particolari fregnacce riguardo alla scomparsa delle cassette.
Spero anche che qualche lettore trovi in questa apparentemente banale nota qualche spunto di riflessione generale.
Cordialità.
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