Cronaca Agrigento

Licata, l’ultimo tema di Alessia Tardino: «Papà e zio litigano sempre»

Gli inutili tentativi della madre di celare il dramma familiare

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/27-01-2022/licata-l-ultimo-tema-di-alessia-tardino-papa-e-zio-litigano-sempre-500.jpg Licata, l’ultimo tema di Alessia Tardino: «Papà e zio litigano sempre»

 Licata, Ag - Nell’ultimo compito in classe ha preso 8 e mezzo parlando di Pascoli, di una poesia sulla distruzione del «nido familiare». Mette i brividi il tema Alessia Tardino (foto), la ragazza di 15 anni che lo zio Angelo uscito di senno ha ucciso fra le serre di Licata, sparando anche contro i suoi genitori e il fratellino di 11 anni, Vincenzo, invano nascosto sotto il letto. «Confidava alla sua amica del cuore le liti del padre con lo zio» rivela la sua insegnante, Floriana Costanzo.

Lei al liceo classico Linares, il piccolo Vincenzo alle medie dell'istituo Marconi. I docenti ricordano anche Alessandra Ballacchino, la signora Tardino: la giovane mamma, alta e garbata, che fiera del suo piccolo campione, che aveva appena vinto un concorso scolastico sul tema dell’amicizia. Alunni promettenti, strappati in mezz’ora di follia alla vita che li aspettava. Provava a rasserenare i figli, dopo le frequenti e violente litigi del marito col fratello «pazzo»: «Tranquilli, lo zio grida ma poi gli passa...».

Minacce e male parole, minimizzate come frutto di paranoie passeggere, che invece stavano scavando un pozzo nero dentro l’animo dell’uomo. Compita e riservata, Alessandra nascondeva ansie e tormenti anche dalla curiosità dei vicini di casa e dalle paure della cognata, Mariella Camilleri, la donna che ha chiamato i carabinieri dopo la carneficina. Stretta come in una tragedia greca ai suoi due piccoli orfani, ignari d’aver perso i cuginetti, ammazzati da un padre suicida.

Uno choc anche per gli altri studenti: non è facile tornare in classe il giorno dopo un dramma del genere, "spiegarlo ai ragazzi, accompagnarli in un fatto doloroso nel loro percorso di crescita – aggiunge un’altra insegnante, Florinda Principato -. Stamattina abbiamo disegnato una goccia sulla lavagna per ricordare Alessia, ognuno ha ricordato un suo pregio e quella goccia si è trasformata in una nuvola”. Dei fiori sono stati lasciati sul suo banco, rimasto vuoto. Più lacrime che parole, oggi. 


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