Cultura Modica

San Nicolò, la chiesa nella roccia trovata dal pallone di un ragazzino

L’apparizione del volto di Cristo al giovane Alessandro Floridia, appena sfondata la porta della grotta

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/31-10-2022/san-nicolo-la-chiesa-nella-roccia-trovata-dal-pallone-di-un-ragazzino-500.jpg San Nicolò, la chiesa nella roccia trovata dal pallone di un ragazzino

 Modica – Parliamo della parte troglodita della provincia di Ragusa, risalente cioè all’epoca degli abitanti delle caverne che, nel territorio ibleo, richiama luoghi come le grotte di Chiafura a Scicli o il paesaggio sotterraneo di Cava d’Ispica. Per cittadini e turisti - amanti delle placide aree interne rispetto all’affollato lungomare – c’è una chiesa rupestre, incastonata nel cuore di Modica, scavata per intero nella roccia, curiosa per ciò che custodisce ma anche per come è stata svelata. È San Nicolò Inferiore, così denominata perché nella parte bassa della città. “Fu chiesa parrocchiale del quartiere grecofono altomedievale e oggi rappresenta la maggiore testimonianza di architettura rupestre del periodo deutero bizantino nel Val di Noto — osserva l’archeologo Giovanni Di Stefano –. Attraverso il suo ciclo pittorico, i cui affreschi risalgono al XII°, XIV° e XVI° secolo, testimonia il passaggio dal rito greco ortodosso a quello latino, di cui non esiste altra testimonianza in tutto il Sud Est siciliano, raso al suolo dal sisma del 1693”.

La scoperta di San Nicolò evoca una sorta di miracolo: l’immagine del Cristo Pantocratore - raffigurazione di Gesù in Gloria, tipica dell’arte bizantina – apparve infatti a un ragazzino entrato in un dammuso per recuperare il suo pallone. È la fine degli anni ’70 quando Alessandro Floridia, oggi impiegato, sfonda la porta della grotta adibita a locale di sgombero e sulle pareti vede il volto del Cristo. Il giovane si rivolge a Duccio Belgiorno, all’epoca direttore del Museo civico, ma del ritrovamento s’inizia a parlare ufficialmente solo nel 1987; finché nel 1992 la chiesetta viene acquisita dal Centro studi sulla Contea di Modica, per salvaguardarla e donarla alla città. Considerata la più antica chiesa di Modica, è composta da un unico ambiente di circa 45 mq: sfoggia un’abside completamente rivestita di icone bizantine, dove in posizione centrale spicca il Cristo racchiuso in una grande mandorla, contornato da angeli.

Gli scavi hanno portato alla luce nel pavimento una serie di tombe terragne, in gran parte ancora inesplorate. “Qui fu rinvenuto un ordigno bellico che rischiava di compromettere la struttura e i suoi affreschi, e si decise di farlo brillare all’esterno” racconta Sabrina Tavolacci, presidente dell’associazione culturale VIA che da qualche anno gestisce San Nicolò Inferiore. “Luogo del Cuore” con oltre 30mila firme raccolte, per i prossimi restauri potrà contare anche sui fondi del Fai. “Si trova nel pieno centro storico della città, in via Grimaldi 89 – sottolinea Di Stefano –. Uno stretto spazio fra un garage e alcune abitazioni contigue permette l’accesso alla chiesa, a pochi metri da Corso Umberto I, che collega il neoclassico Teatro Garibaldi, il seicentesco Collegio di Santa Maria del Gesù e il Duomo di San Pietro (monumento Unesco) alle chiese tardogotiche del Carmine e di Santa Maria di Betlem”. La visita a questo piccolo gioiello si può agevolmente inserire in un più ampio tour dei tesori modicani. 


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