Economia Transizione

Provincia di Ragusa immobile, non ce la fa ad evolversi

Chi vive di sola agricoltura è svantaggiato, la dipendenza di un’azienda dall’altra aumenta il rischio del tracollo collettivo

 Ragusa - Ragusa nella top10 delle province italiane più a “rischio transizione”, insieme a Siracusa: il Sud-est della Sicilia fatica ad ammodernarsi secondo l'ultimo Rapporto Cerved sulla capacità delle imprese di convertire e migliorare gli impianti produttivi, programmando investimenti specifici a favore di sostenibilità e qualità, ad esempio cambiando i macchinari e i processi o puntando all’obiettivo emissioni zero installando pannelli fotovoltaici. Se Siracusa è penalizzata del peso occupazionale dell’industria petrolchimica, Ragusa - nonostante disponga di una capacità di investimento superiore alla media nazionale - figura ai primi posti perché l’economia locale è affidata soprattutto al comparto agricolo e all’allevamento.

La situazione è riassunta nei numeri delle tue tabelle in foto. Settori che difficilmente dispongono "di margini di indebitamento adeguati - si legge nel report -, per investire nella riconversione ecologica" dell'attività. In parole povere, di aggiornarsi e adeguarsi alla sfida economica in corso: rinunciando a investire, si resta sempre più indietro in un micidiale rapporto causa-effetto. Solo l’autosufficienza, produttiva ed energetica, permette di fronteggiare rincari e speculazioni selvagge; ma puntare su fonti rinnovabili ed economia circolare, specie in questa tremenda congiuntura economica, costa caro.

È il classico serpente che si morde la coda: meno soldi, meno investimenti e dunque ancora meno soldi. Ormai si fatica ad allestire anche appuntamenti tradizionali per questi settori, che si tenevano da anni come sagre, fiere e mercati: occasioni per rilanciare e promuovere il commercio dei prodotti del territorio ibleo, all’ingrosso e al dettaglio. Al contrario la dipendenza di ogni azienda dalle altre - per forniture di energia, materiali e quant’altro occorra alla propria impresa - fa sì che la prima che va a fondo trascini con sé tutte le altre. La filiera per arrivare al prodotto finale si è talmente allungata che basta togliere una carta perché il castello crolli. Il domino può saltare in ogni momento, sollevando un solo tassello. 


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