Giudiziaria Trapani

Messina Denaro, sospesa l'insegnante Laura Bonafede

La donna aveva un rapporto stretto con il boss, fu ripresa al supermercato di Castelvetrano due giorni prima del suo arresto

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Trapani - La maestra d’infanzia Laura Bonafede, 55 anni, indagata per favoreggiamento di Matteo Messina Denaro, è stata sospesa fino al 31 marzo dalla sua scuola, la “Capuana-Pardo” di Castelvetrano. 
L’assessore regionale siciliano all’Istruzione, Mimmo Turano, ha annunciato che scriverà «al ministro Valditara perché possa prendere ulteriori provvedimenti necessari affinché questa persona non abbia più alcun contatto con il mondo della scuola, tenuto conto del clamore negativo e del turbamento che il provvedimento giudiziario a suo carico ha suscitato nella collettività».

La signora Laura ora è indagata per favoreggiamento ma da anni è nel mirino degli investigatori per il legame antico tra suo padre Bernardo, il capomafia di Campobello morto nel 2020 e Francesco Messina Denaro, don Ciccio di Castelvetrano, il padre di Matteo, deceduto in latitanza nel ‘98. Proprio la figlia di Laura, Martina, mamma di un bimbo di 18 mesi, viene celebrata da Matteo Messina Denaro in alcuni “pizzini” come esempio di devozione al nonno Leonardo e al padre, Salvatore Gentile, il marito della maestra Bonafede, killer di mafia all’ergastolo dal ‘96, un tempo nel gruppo dei fidati di Matteo e ora recluso in Sardegna. 

La figura di Martina opposta nei pizzini a quella della figlia Lorenza, «degenerata nell’intimo», che invece non ha mai voluto saperne di lui e che ora non sembra neppure avere voglia di andarlo a trovare in carcere a L’Aquila. 

Laura gelosa della vivandiera Lorena Lanceri: “Mi ha dato fastidio che eri a casa sua”
Scriveva Laura Bonafede a Messina Denaro: “29-12 ore 21,30. Ho visto Margot alle 18.56 dal tramite, stranamente non mi sono arrabbiato, non sono andato su tutte le furie come di solito mi succede. Mi ha dato parecchio fastidio, questo non lo posso negare”. Per chi indaga “Margot” era l’auto del latitante. E non deve stupire, sostengono procura e carabinieri, che il biglietto fosse scritto al maschile: era un modo per nascondere l’identità della vera interlocutrice, che ogni tanto veniva chiamata “cugino”, oppure “amico”.

La verità è che Laura Bonafede era parecchio gelosa del rapporto di Messina Denaro con la sua vivandiera. E non lo nascondeva: “Mi ha dato fastidio non sapere cosa stessi facendo in quel momento, non sapere se eravate soli, se ti saresti fermato ancora a lungo, se … se … se … potrei di mille se … secondo me so pure perché non mi sono 'arrabbiatissimo': dopo quello che ho detto quando vidi Margot di mattina, ho pensato che non l’avrei vista più in quella zona per evitare di farmi avere delle reazioni, perché non l’avevo più vista, e questa cosa mi faceva incavolare ancora di più. Ma oggi ho pensato: almeno non si nasconde da Blu. Contorto come pensiero? No, solo che preferisco sapere e non essere preso in giro”. 

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Sembrano davvero le parole di un’amante ferita. Di sicuro, c’era una intensa frequentazione fra Messina Denaro e Laura Bonafede. Gli scriveva ancora un altro messaggio: “Caro Amico mio oggi ho rispettato nuovamente l’appuntamento di sabato ma niente, non ho visto nessuno e allora ho pensato che potevi essere andato a parlare allo Squallido. Insomma possono essere tanti motivi ma quello della romena e dello Squallido sono gli unici che mi balenano nella mente”. Altri nomi in codice da decifrare: Squallido, Rumena.

Proseguiva, a testimonianza del loro rapporto: “In televisione c’è Il Re Leone, mi sarebbe piaciuto vederlo con Depry e ridere insieme alla frase: io rido in faccia al pericolo e il pericolo è il mio mestiere. Mi manca tutto, anche guardare un film assieme”. La vivandiera era il “Tramite”, così veniva chiamata nei pizzini. E Laura Bonafede proseguiva la sua lettera al boss: “Quando ho incontrato il Tramite a caso mi sono un po’ ‘seccato’, ho pensato che mi sarebbe dispiaciuto cambiare: però lo sapevo che non era da te ‘smontare’ una mia abitudine senza un perché, poi l’orario di arrivo era un orario impossibile per Blu, a parte il sabato. Quindi l’avevo capito che era una prova e che sicuramente è andato con un passaggio del fratello. No, non ce l’avevo con te. Tu lo sai il motivo di quando e perché ce l’ho con te. Domani andrò nuovamente all’appuntamento, spero che questa volta non vada buca. Buona notte Amico mio. Ti voglio bene”.

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Il “Tramite” consegnava i pizzini del boss a Laura Bonafede in momenti particolari. Talvolta, però, gli incontri saltavano. Il boss e la donna si sarebbero pure incontrati al supermercato: “Ci siamo visti da vicino ed anche parlato, mi avrai trovato invecchiato e stanco (…) a me ha fatto piacere vederti e parlarti, cercavo di tenere la situazione sotto controllo, ma non ho visto niente di pericoloso, se non smettevo di parlarti, a parte le due signore madre e figlia suppongo, poi tutto nella regola. Certo c’è da vedere cosa ha pensato l’affetta formaggi, perché a te ti conosce e sa che tipo sei, a me mi conosce di vista come cliente ma non sa nulla, certo ora che mi ha visto parlare con te sarà incuriosito di sapere chi sono”. L’affetta formaggi era la salumiera, i carabinieri hanno trovato l’immagine di Messina Denaro e Laura Bonafede.


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