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07/10/2009 14:00

Giuseppe Tornatore incontra la facoltà di Lingue a Ibla

di Redazione

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Ragusa – Un incontro con Giuseppe Tornatore a Ragusa Ibla. Si terrà martedì 13 ottobre alle ore 12.30 presso la facoltà di lingue di Ragusa Ibla. Modera il prof. Giuseppe Traina.

 

A Tornatore il Premio Salvy D’Albergo

  Sarà  consegnato  al regista siciliano Giuseppe Tornatore, martedì 13 ottobre alle ore 18,00 nel nuovo auditorium della Scuola dello Sport di Ragusa, la quinta edizione del premio nazionale “Salvy D’Albergo”  che l’associazione Teatro Club ha voluto istituire per ricordare la figura prestigiosa della propria fondatrice e prima presidente, la prof.ssa Salvy D’Albergo.

     Così  l’albo d’oro dell’importante premio, in questo anno in cui ricorre il quarantesimo anniversario della costituzione dell’associazione di promozione  e di cultura teatrale iblea, si arricchisce del prestigioso nome del premio Oscar per il film “Nuovo Cinema Paradiso”, Giuseppe Tornatore oggi al centro dell’attenzione internazionale per il suo nuovo bellissimo film “Baaria” candidato all’assegnazione della prestigiosa statuetta di Hollywood.

     Nelle precedenti edizioni il premio “Salvy D’Albergo” è andato a Michele Placido, a Pino Caruso, a Leo Gullotta ed a Dacia Maraini, selezionando sempre personalità dello spettacolo, della letteratura e del teatro che –siciliani o meno- avessero dedicato il proprio impegno professionale alla valorizzazione della straordinaria cultura che è dentro i secoli di storia della Sicilia.

     Giuseppe Tornatore nella sua straordinaria carriera di regista ha firmato film come “Il Camorrista”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “L’uomo delle stelle” girato in larga parte a Ragusa, “La leggenda del pianista sull’oceano”, “La Sconosciuta” fino a questo “Baaria” che è lo spaccato della vicenda umana di Tornatore e della sua Bagheria, ma non solo perché è anche l’affresco di una Italia che ha accarezzato un sogno ed ha vissuto poi una radicale trasformazione.

     Tornatore nel corso della sua giornata ragusana incontrerà nella tarda mattinata, a Ragusa Ibla, i giovani della facoltà di lingue, grazie alla disponibilità dei professori Simona Laudani e Giuseppe Traina, mentre nell’incontro del pomeriggio, presentato dal presidente del Teatro Club, Carmelo Arezzo, avrà modo di parlare del suo cinema e di rispondere alle domande che certamente il pubblico ragusano avrà piacere di rivolgergli. Sarà poi Maria Moncada D’Albergo, sorella della scomparsa Salvy d’Albergo, e sostenitrice del premio, a consegnare al Maestro il prestigioso riconoscimento.

 

 

Intervista a Tornatore

Tutti i siciliani capiscono il dialetto parlato nel film?
«Certamente. Anche se nel mio dialetto baarioto cambia la musicalità, la cadenza. I catanesi tendono a lasciare la frase aperta, noi la chiudiamo. Rispetto al palermitano, strascichiamo meno i dittonghi » .

Nel film recitano decine di attori fa mosi in piccole parti. È stato difficile convincerli?
«Per niente. In genere si pensa che gli attori vogliano sempre un gran numero di pose, ma non è vero. Tutte le volte che preparo un film, Gabriele Lavia mi chiede se c’è la parte di un carabiniere siciliano che entra in campo, dice “comandi” e subito se ne va. Perché va fiero delle sue origini siciliane. Questa volta l’ho chiamato e gli ho detto: “nel film un carabiniere non ce l’ho, ma se vuoi ho un maestro”».

Ha scritto le parti pensando agli attori o le ha adattate a loro?
«È stato una sorta di gioco. Ad alcuni, come Leo Gullotta o Beppe Fiorello, ho prospettato più di un personaggio e l’ho scelto insieme con loro. Anche ad Aldo Baglio, del celebre trio comico, ne ho rac­contati due o tre. È stato lui a dirmi: “Mi piacerebbe fare quello più serio, il personaggio più cattivo. Essendo senza i miei due soci Giovanni e Giacomo, è meglio che faccia qualcosa di diverso”».

Un’altra caratterizzazione memorabile è quella di Vincenzo Salemme.
«È il guitto antifascista. All’inizio doveva fare solo una posa. Quando mi hanno detto che si era trovato così bene da ave e rinunciato al suo cachet, l’ho chiamato e gli ho detto: “Vincenzo, visto che sei rimasto contento, ti ho allargato la parte: ci sono altre due pose”. E lui: “Mi avete fottuto! Mo’ devo fare gratis pure le altre due!”».

Spesso nei suoi film le musiche di Ennio Morricone sono considerate invadenti.
«È diventato un luogo comune ed è in giusto. Se chiamassi un altro compositore e gli facessi scrivere più melodie, tanti direbbero: “Finalmente meno musica!”. Va detto però che la copia presentata a Venezia aveva un difetto di mixaggio».

Come è stato accolto all’estero «Baarìa»?
«Finora l’unico test che abbiamo fatto è stato al festival di Toronto: le due proie zioni sono andate benissimo, meglio di quanto potessimo sperare. Il 17 vado a Tokyo. Poi inizieranno le proiezioni ne­gli Usa per le nomination. Il film comincerà a uscire a inizio gennaio».