Molti sono andati via la stessa notte del sisma che nella notte tra il 25 e il 26 dicembre
di Redazione

Catania – È il turismo il settore più danneggiato dal sisma di Santo Stefano che ha colpito sei comuni del Catanese nella zona Pedemontana dell’etna/95459″ >Etna. Le cancellazioni hanno determinato una flessione di oltre il 50% nelle aree colpite direttamente dal terremoto e di quasi il 30% nelle altre zone etnee. Per gli albergatori è stato un salasso: molti turisti sono scappati la stessa notte del sisma, altri hanno cancellato le prenotazioni fino al punto di annullare il cenone di Capodanno e la relativa permanenza negli alberghi.
«C’è stato – dice al Sole 24 Ore Nico Torrisi, presidente di Federalberghi e amministratore delegato della Sac che gestisce l’aeroporto di Catania – un danno importante per il territorio a causa delle cancellazioni. È passato un messaggio un po’ esagerato sul sisma e nell’immaginario delle persone si è diffusa l’idea di un vulcano pronto a esplodere con virulenza mentre noi sappiamo che l’etna/95459″ >Etna ha altre caratteristiche e noi catanesi siamo anche abituati». «Così tutti gli alberghi e le strutture della fascia pedemontana – prosegue – hanno avuto danni ma segnalazioni di disdette arrivano anche da strutture di altri versanti dell’etna/95459″ >Etna. Qualcuno ha provato a far valere le cause di forza maggiore che però non esistono: l’aeroporto, per dire, è stato sempre aperto».
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