Moda e Gossip Il personaggio

Donatella Rettore: «Quella volta che fui denunciata da una prof siciliana»

Giù dal palco la cantante è quasi una santa, nel suo cuore c’è stato spazio sempre e solo per un unico uomo

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/04-08-2022/donatella-rettore-quella-volta-che-fui-denunciata-da-una-prof-siciliana-500.jpg Donatella Rettore: «Quella volta che fui denunciata da una prof siciliana»

 Castelfranco, Tv - Donatella Rettore è positiva Covid ma, dopo i primi giorni di gran febbre e dolori, ora sta «meglio, diciamo in lento miglioramento: devo stare attenta perché sono fragile, ma ho fatto quattro vaccini». E mentre è allettata, la 67enne cantautrice veneta ha tempo di raccontare al Corriere della sera qualche aneddoto della sua ormai lunga carriera. Come quando dalla Sicilia le scrisse una docente inferocita per il testo della sua celebre Kobra: il cobra non è un serpente ma un pensiero frequente/ che diventa indecente… chi non la conosce? Le parole, per quanto allusive, non lasciano davvero scanso a equivoci: il cobra col sale se lo mangi fa male/ perché non si usa così, scriveva 13 anni prima del caso Lewinski; e ancora il cobra è un blasone di pietra ed ottone/ è un nobile servo che vive in prigione, con chiaro riferimento alla mutanda.

La donna ne fu scandalizzata. «Quando uscii con Kobra era il 1980, quindi non eravamo nel Medioevo - racconta Donatella -. Ma una professoressa siciliana mi denunciò perché sosteneva che si trattava di un testo pornografico. Sa che feci? Le mandai dei fiori». Si perché Rettore, dietro l’apparenza trasgressiva, è quasi una santa. Intanto le scuole dalle suore, in collegio ad Asolo. Poi il matrimonio addirittura «in un convento francescano, tutti e due vestiti di bianco» con l’uomo che da 45 anni è al suo fianco: il 69enne musicista romano Claudio Rego (insieme nella foto). «Invitati d’onore, Elvis e Leone, i nostri cani». Figli non ne sono voluti venire ma è stato con lui, 45 anni fa, che fece per la prima volta l’amore.

E ci sono voluti anni di corteggiamento dal 1976, quando «ero una ragazzina, aspiravo a Sanremo, facevo le selezioni per Castrocaro: dovevo incidere, in sala di registrazione incontrai Claudio». «Fui un vero cafone», dice lui. «Mi disse “Aò, ma che vieni a fa, i cori?” - ricorda Donatella -. Mi infuriai e giurai a me stessa “Con questo qui, manco una cena”». E invece la conquistò: «Una volta questo povero cristo ha rischiato la vita per me - continua -. Ero a Foggia per delle date, lui faceva il servizio militare: si fece dare tre giorni di licenza, prese un treno e un treno dell’epoca, che mica c’era l’alta velocità. Dopo ore di convoglio arrivò e scoprì che doveva farsi alcuni chilometri a piedi, perché i collegamenti col posto dove stavo io erano rari. In campagna. Con dei cani randagi che a momenti lo sbranavano. Ho capito allora che era quello giusto». E' a lui che si rivolge quando, nel suddetto brano, dice quando vedo te.

Da allora, non ha avuto altro uomo. Insomma, a dispetto del cobra che si snoda, si gira mi inchioda/ mi chiude la bocca - e altre canzoni in cui celebrò tra le prime in Italia l’amore libero - nella sua vita privata Rettore è tutt’altro che trasgressiva. Anche oggi che è “fuori” col singolo «Faccio da me», in cui parla neanche troppo velatamente di autoerotismo, «alt, io non l’ho mai fatto – mette subito in chiaro -. È vero, non ne ho mai avuto bisogno. E poi scusa, stiamo insieme da 45 anni, certo abbiamo avuto i nostri alti e bassi, ma siamo sempre stati una coppia, che bisogno avrei avuto di fare da me?». Pensa spesso anche alla morte: «C’è un che di macabro e fatalista in me, a dispetto della mia energia e dei miei look. Ho fatto testamento quasi vent’anni fa». 


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