Lettere in redazione
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29/12/2007 00:00

Natale a Scicli:la città è pronta ad accogliere i fuori sede?

di Redazione

Ci siamo! E’ da poco trascorso il giorno del Santo Natale e Scicli si sta apprestando a ricevere l’esercito di chi vive, durante l’anno, lontano dalla propria città natia: dunque lavoratori, studenti o semplicemente coloro i quali hanno intenzione di ritrovare i propri cari con l’occasione del Natale, stanno lentamente ritornando e rivedendo, oltre ai parenti, la loro città.

Loro si sono rivelati e si stanno rivelando, come ogni anno, pronti; ma Scicli, lo è veramente? In città si respira la tipica aria delle festività natalizie fatta di tante luci e tanti addobbi?

Le risposte a questi due interrogativi sembrano essere scontate: basta infatti fare una breve passeggiata tra le vie e le piazze più importanti della città per rendersi conto della “pochezza” di fastosità e di festosità che vi regna.

Come già detto nei precedenti numeri del Giornale di Scicli, basta davvero poco per ravvivare e rendere più accogliente la nostra Scicli… perlomeno a Natale; basterebbe, difatti, solamente un pizzico di vivacità e di spirito di iniziativa in più da parte di ogni singolo cittadino.

Le persone che vivono, lavorano o studiano nelle grandi città (già da tempo addobbate e fortemente invidiate da chi le guarda dall’esterno), abituati quindi a vedere una città tutta agghindata per le festività natalizie, si ritroveranno a Scicli con una serie di aspettative e desiderosi di ritrovarla leggermente più viva. Aspettative che purtroppo verranno disattese e desideri che non verranno esauditi.

Prima dell’inizio delle festività, dal Palazzo di Città erano trapelate notizie accennanti ad un Natale che sarebbe stato sotto tono per problemi di bilancio: cioè per mancanza di soldi.

Mi chiedo, e sarebbe bello che tutti vi riflettessero, da quanto tempo va avanti questa storia. Ogni anno è sempre la solita minestra: non si ricorda un Natale decente in città ormai da tempo immemore. Ci si lamenta sempre del poco affollamento o delle sere in cui, in orari che dovrebbero essere centrali, le nostre strade e piazze si presentano già vuote. Non è ammissibile lamentarsi di un problema dal momento in cui, conoscendone una soluzione, non si fa nulla per tentare di risolverlo.

Oramai siamo giunti ad un punto dove l’unica motivazione che determina il rientro dei cosiddetti fuori sede è, senza dubbio, quella di ritrovare i propri cari. Teoricamente ci sarebbe anche Scicli, città in cui si è nati, da rivedere e ritrovare, ma date le condizioni in cui si presenta sarebbe forse più sensato ritrovare prima “lei” e poi ripresentarla a tutti, residenti compresi.

Paolo Cirica