Riceviamo e volentieri pubblichiamo
di Redazione


Ragusa – Buonasera Ragusanews,
sono uno dei protagonisti del vostro articolo pubblicato in data 22/08/2025 inerente i tre bagnanti salvati in mare a Marina di Ragusa.
Tenuto conto che nel vostro articolo vi è una foto raffigurante me che vengo tenuto dalle braccia da due uomini mentre esco dal mare, vorrei che i fatti venissero raccontati e pubblicati con notizie veritiere.
Quel maledetto pomeriggio io e la mia famiglia ci trovavamo in spiaggia sulla battigia, io nello specifico ero intento a giocare con mio figlio di anni 9, quando verso le ore 18:00 alzando gli occhi verso il mare, notavo una donna al largo agitare le braccia e in evidente stato di difficoltà in quanto sopraffatta dalle onde. Immediatamente senza pensarci un secondo, urlando alle persone a me vicine di chiamare i soccorsi, mi butto in mare insieme ad altre due persone in direzione della donna. Un soccorritore arriva prima di me dalla donna, entrambi trovano riparo in una boa aggrappandosi alla stessa, l’altro soccorritore nonché marito della donna in difficoltà veniva trascinato dalle correnti e in balia delle onde chiedeva aiuto in quanto non avendo più forze non riusciva a rientrare, a tal punto visto che la donna ormai era al sicuro, mi dirigevo più al largo dove vi era l’uomo in difficoltà, appena raggiunto lo stesso mi implorava di aiutarlo in quanto ormai stremato, da qui è iniziato il mio calvario, in quanto provavo a tirare verso riva l’uomo, ma le correnti e le onde che ci portavano sott’acqua rendevano vani i miei sforzi. Non avendo più fiato e forze spingevo la persona verso il molo Andre Doria così da poterlo sfruttare come appiglio, nel contempo la corrente, le spinte date all’uomo e le onde mi portavano ancora più a largo, fin quando ho deciso che dovevo cercare di raggiungere la riva in quanto ormai stremato, senza fiato e senza forze. Nuotavo senza mai fermarmi, riuscivo a mala pena a guadagnare pochi metri per poi essere travolto dalle onde furiose che quel pomeriggio caratterizzavano il mare,non riuscivo ad andare avanti, ormai sentitomi spacciato guardavo un’ultima volta la spiaggia dove pochi minuti prima avevo lasciato mia moglie e mio figlio pensando che non li avrei più rivisti. All’improvviso dal nulla, due forti onde invece di coprirmi, mi spingevano verso la riva così toccavo il fondo del mare e in quel momento dopo aver fatto due passi due persone ( proprio come nella foto da voi pubblicata) mi portavano in spiaggia dove vi era già personale sanitario.
Tengo a precisare che sono un poliziotto della Questura di Catania, Squadra Mobile, conosco bene il pericolo perché fa parte della mia vita e mai al mondo mi sarei messo a giocare con il mare in quelle condizioni, ma vi assicuro che per salvare una vita umana rischierei all’infinito la mia.
Grazie per l’attenzione,
Vi auguro buon lavoro
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