Lettere in redazione
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02/10/2007 00:00

Salvo Rando e le trivellazioni

di Redazione

Il cow-boys texano Smitherman della Panther Eureka, venuto a Ragusa ospite dai SI triv, sindaci, sindacati, ASI, Confindustria, ha spiegato che salvaguarderà il territorio patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, utilizza trivelle di tipo “Barocco” interviene con la chirurgia estetica del territorio, così come viene utilizzata nelle guerre da parte degli americani la cosiddetta “chirurgia distruttiva” degli obiettivi nei Paesi degli altri, ha assicurato che non perforerà in piazza San Giovanni e nel Duomo di San Giorgio ad Ibla.
Ha ringraziato gli amici e polemizzato con i NO triv sindaci compresi. Ha detto che è un affare (per loro) per il territorio in termini di royalties, ha invitato il Governatore Cuffaro ad autorizzare le perforazioni.
Il Governatore giustamente deve dire la sua è ha già detto: non autorizzerò le perforazioni in Val di Noto, presenterò un disegno di legge è seguirà una corsia preferenziale per l’approvazione. Gli astanti hanno dimenticato di far rilevare al texano e all’opinione pubblica come, da oltre 50 anni il sottosuolo ibleo è stato sfruttato senza che i cittadini abbiano beneficiato dalla rapina delle risorse del petrolio.
Il prezzo della benzina si paga da noi come nel resto d’Italia tranne qualche eccezione Friuli, Veneto, Val d’Aosta dove lì non c’è traccia di petrolio però hanno dei buoni annuali per l’acquisto della benzina a costi ridotti. Da noi invece, tranne qualche fortunato deputato eletto, cavalcando la defiscalizzazione, di pagare allora, si diceva 1.000 lire il litro la benzina, fu archiviata. Le nostre coste, con il petrolio hanno “guadagnato” oltre al danno anche le beffe che il via vai delle petroliere che lavano le stive nel nostro mare e inquinano le nostre spiagge o NO?
La storia del gas gli somiglia molto in termini di beffa per i cittadini. Si dice dei posti di lavoro. Giusto durante le perforazioni sarà data l’opportunità di lavoro per qualche centinaio di persone e poi a lavoro finito in quei due metri quadri dove esce un tubo e qualche saracinesca che fanno i lavoratori i guardiani dei pozzi? Dovranno cercare altrove il lavoro? Perché non si parla di numeri e di benefici che dovrebbero ricadere nelle tasche dei cittadini e non spiegano il business dell’affare con grande chiarezza e trasparenza? Gli americani sono abituati a sfruttare le risorse degli Stati altrui, accumulano e salvaguardano nel proprio territorio le riserve che saranno utili in tempi di carestia. Lasciamo nel sottosuolo le riserve per utilizzarli anche noi in caso di bisogno? Si parla tanto d’energia eco compatibile, energia eolica, energia solare ecc. Anche qui è arrivato il momento di fare chiarezza con la possibilità di impiantare nei territori che non hanno nulla da tutelare né cave né colline né paesaggi, di investire senza pregiudicare le scelte altrui. Un referendum disse no all’energia nucleare, oggi l’Italia importa dalla Francia energia elettrica prodotta da centrali atomiche. Se sei a Torino e guardi verso Ovest, vedi le centrali che producono energia e nessuno si preoccupa se un incidente possa contaminare l’Italia così com’è avvenuto nel passato a molte migliaia di chilometri del nostro Paese. Dalle due l’una o le centrali sono sicure e allora perché non ripensare alle centrali da costruire in Italia o se sono pericolose devono essere bandite da tutto il territorio della Comunità europea.
Il Distretto Culturale del SUD/EST ha scelto un modello di sviluppo condiviso dove non solo le bellezze paesaggistiche, monumentali, culturali, agricole hanno grande valore e devono essere tutelati e non devastati, anche l’albero di carrubo fa parte del barocco, i muri a secco hanno la loro storia e devono essere tutelati. Chi non condivide un percorso strategico e libero di fare ciò che vuole nel proprio territorio. Il Sindaco di Ragusa ed altri suoi colleghi preferiscono altro? Buon viaggio, non perdano tempo a disquisire la posizione dei Sindaci No triv e dei cittadini che vi aderiscono. E’ arrivato il momento di abolire anche le province regionali e dare concretamente inizio alla cooperazione tra comuni che condividono lo stesso modello di sviluppo distrettuale. Rispetto dell’ambiente, la salvaguardia dei tesori di una terra impareggiabile, invidiata dal mondo intero, dovrà trovare la propria ricchezza da offrire agli altri che non hanno la nostra stessa fortuna. Questa è la scelta del Distretto del SUD/EST.
Salvatore Rando *
Presidente Movimento Azzurro Eco-Sezione “Contea di Modica”.
Modica, 28/09/2007