di Redazione
Conobbi il fondatore delle “Edizioni Stacchia”, sua Eccellenza il Cavaliere Marcello, alcuni mesi fa, per caso. Cercavo l’inedito romanzo dell’imaginifico D’annunzio, “il dovere”. Investigatori accreditati presso le biblioteche vaticane, amici miei, m’indirizzarono alla sua casa editrice.
Che il Vate ed il Comm. Eustachio Stacchia, padre del Cavaliere, fossero grandi amici e sodali non è un mistero; pochi però erano a conoscenza del tesoro che D’Annunzio affidò sul letto di morte, a Gardone Riviera nel 1938, nelle mani del giovane rampollo Marcello.
Da più di un secolo circolava negli ambienti letterari la leggenda che il Vate avesse prodotto, nei primissimi anni della sua attività letteraria, un capolavoro misterioso. Tale capolavoro, intitolato “Il Dovere”, precedente alla stesura ed alla pubblicazione de “Il Piacere”, del 1889, avrebbe costituito la prima parte di una ambiziosa opera che aveva appunto ne “Il Piacere” stesso, la seconda e definitiva parte (donde il detto popolare “prima il dovere, poi il piacere”). La pubblicazione di quello scritto fu poi bloccata dal D’Annunzio stesso, timoroso che il contenuto del romanzo potesse danneggiare la sua reputazione di uomo eroico e di tombeur de femmes.
Molti ritenevano che tale notizia fosse un’abile trovata pubblicitaria, fatta mettere in giro dal D’Annunzio stesso, al fine di alimentare l’alone di leggenda che già lo circondava. Oggi invece sappiamo che il mito affondava le proprie radici nella realtà: quel libro esiste davvero! Il Cavaliere, riottoso alla sua pubblicazione per più di mezzo secolo, alla fine ha ceduto.
E cedetti pure io a dire il vero. Ne acquistai una copia fresca di stampa, in una libreria di Catania, “bisogna fare la propria vita come una dichiarazione dei redditi […] . La superiorità vera è tutta qui”. “E’ il mio dovere!”; lo stile è inconfondibile, è quello del Vate.
A distanza di settant’anni, “il dovere” preludio del “il piacere” rimane uno dei massimi capolavori della letteratura italiana. Alla casa editrice Stacchia dobbiamo la pubblicazione di moltissime opere e di tantissimi inediti: PHILOSOPHIA BOTANICA di Cecco Angiolieri, DEI DELITTI E DEL PENE di Cesare Beccarla, PACE E GUERRA di Lev Nikolaevic Tolstoj. SUMMA THEOLOGIA del Padre Michael Card. Ratzinger[…] etc.
Per gentile privilegio dell’editore, sono onorato di ospitare una delle sue ultime pubblicazioni.
Questa la sua dedica:
Giovanotto Socrathe,
il Çorca non è patrimonio della STACCHIA, bensì dell’umanità intiera.
cordialità,
Cav. Marcello Stacchia
Federico Garcia Çorca
“TE LO PONGO DONDE QUIERES”
(versi amorosi 1915 – 1982)
L’autore: Federico Garcia Çorca non richiede presentazioni: uno dei massimi poeti del nostro tempo, eroe dei due mondi, emblema della cultura latina e ispanica, grande cantore della passione amorosa.
El mi coche
Tiengo una Seat
Que es el mi orgolio
Es una Ronda del siettantasiete
Quieres veerla? Es muy bonita!
Tiene tambien una particolaridad:
Dos cambios!
Si me preguntas: “Porquè dos cambios?”
“No te preocupe, o mi querida:
Uno es para mi, l’otro es para ti!”
Invito a la comida
Esta noche
Soy todo un fermiento
El mi amor
Esta arrivando!
Mi casita
Esta toda a fiesta;
La mesita
Esta infioquetada;
El vinito
Esta en el frigo;
Y el capiton
Se esta cocinando.
Pero mi amor
Ancora no sabes
Qual es el capiton
que vas a prender!
Te vengo en boca
Era el dia do derby
River Plate – Boca Juniors
La magia de la pelota
Me squassava el corazon!
Tengo un apuntamiento con Carmencita
Per no la encuentro! Donde esta?
En la curva del River o en aquella del Boca?
Carmen, en el dubio, te vengo en Boca!
C’è anche spazio per la riflessione, il ricordo:
La puempa funèbre
Tristeza…
Soledad…
Saudade…
Scojonamiento…
Mi Carmecita se ha ido, y no vuelverà mas!
Como puedo hacer? Tengo mucho amor da dar…
Ahora lo so: me voy a
“Cuanto quieres?”
“Trenta de boca (no l’equipo de futbol) cinquenta el amor!”
“Esta bien trenta, li tengo giusti giusti…”
Y mientre pienso que si Carmencita era aqui,
me risparmiavo trenta Euri,
una lagrimita sgorre sulla cabeza del putanon!
Me gusta la çorca (poesia para mi hermana Anabel Çorca)
Çorca te amo!
Me acuerdo cuando era pequeña
El tiempo pasa
Y ahora eres una gran çorca!
Infine, il capolavoro, al quale è intitolata la raccolta: uno sguardo, un lampo, e nella penna del Çorca è già amore!
Te lo pongo donde quieres
Te ho visto paseando por la calle:
Quien eres?
Que haces?
Donde vas?
Que hora es?
Cuantos años tienes?
Que quieres?
Ma sobre todo:
Donde lo quieres?
La critica: “Un maestro di vita, al quale mi ispiro sia in privato che in pubblico” (C. Mastella, già Ministro della Giustizia);
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