di Redazione
Molti parlano spesso delle realtà ma soprattutto delle prospettive future di Scicli. Nessuno, però, fa mai riferimento alle decine di studenti che, una volta portato a termine il ciclo delle scuole secondarie, decidono di partire ed iniziare la carriera universitaria.
Appare quasi paradossale che coloro che rappresenteranno o dovrebbero rappresentare in futuro la spina dorsale della Scicli di domani,siano ignorati quasi divenissero turisti occasionali, come tanti.
L’ultima iniziativa degli studenti sciclitani riunitisi a Bologna, è emblema della situazione di molti tra gli universitari del nostro paese. In verità, in alcune città si sono formate vere e proprie piccole comunità di sciclitani fuoriusciti per motivi di studio;da Pavia a Bologna,da Roma a Milano a Pisa o Siena(anche se in numero davvero minoritario) od ancora a Firenze, la voglia di formazione e di scoperta di realtà diverse da quelle locali, offerte anche e soprattutto due poli universitari di riferimento per i ragazzi sciclitani Palermo e Catania, ha portato oramai in primo piano l’esistenza di una Scicli diversa.
Si tratta di una Scicli fervente ed in moto perenne, una Scicli che supera i confini regionali e si apre a ciò che di buono può offrire il mondo tanto a livello umano quanto culturale ma comunque mantenendo forte il legame con il proprio luogo di nascita.
Ѐ vero che i vari circoli culturali paesani – e non solo- avviano iniziative interessanti, ma è anche vero che si tratta pur sempre di iniziative legate ad ambiti ,mi si conceda il termine, “elitari” e distanti dagli interessi culturali dei giovani. Dalle presentazioni di libri di autori più o meno “convenzionali” alle mostre di quadri ,si tratta sì di interventi stimolanti ma che ai più giovani creano spesso disagio – a causa delle difficoltà di comprensione- e quindi disinteresse.
Ciò che l’esperienza in città vive e profondamente legate ad un continuo moto verso il nuovo e lo stimolante può regalare è proprio un nuova visione della realtà,quindi una possibilità di cambiamento e di miglioramento futuri anche per Scicli.
Nessuno delle decine di studenti fuori sede negherà mai che il legame con il suo paese si è rafforzato proprio per il distacco da esso ed il fatto che molti ne ricerchino sul web fonti di informazioni aggiornate è solo la riprova di quanto detto.
Per un paese che si trascina a fatica tra debiti,cattive amministrazioni e classi politiche ormai vecchie ed affezionate alla “poltrona” ed alle agevolazioni che da essa derivano, ne esiste uno che cresce e si forma,che mette le basi per dare un domani nuovo e si spera migliore alla comunità, la Scicli universitaria che in fondo, da Catania a Torino, si prepara e spinge per sopravanzare il vecchio ed il marcio che ha fossilizzato un paese stupendo e dalle potenzialità enormi.
Guglielmo Pacetto
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