Glicemia

Prevenzione del diabete, occorre cambiare stile di vita

Glicemia e prevenzione del diabete. Il finlandese Jaakko Tuomilehto è famoso per i suoi studi sulla prevenzione del diabete. La sua ricetta, per evitare di passare dalle prime avvisaglie del diabete di tipo 2 alla patologia conclamata, prevede per chi è sovrappeso una perdita di chili superiore al 5 per cento, per tutti una percentuale di grassi nell’alimentazione quotidiana al di sotto del 30 per cento delle calorie totali, una presenza di fibre ai pasti superiore al 15 per cento ogni 1000 calorie, infine, il movimento: meglio non scendere al di sotto delle 4 ore a settimana.

Viene così confermata dai ricercatori quello che sapevano già i popoli antichi: la ricetta della buona salute sta nello stile di vita sano. Il diabete è una patologia silenziosa che sta dilagando nel mondo: i dati confermano che dal 2005 al 2015 è aumentata del 32,1 per cento, in Italia al momento ci sono 3 milioni e mezzo di diabetici, ma entro il 2020 si prevedono oltre 5 milioni di malati (IDF 2017, International Diabetes Foundation).

La glicemia alta e il diabete, sia quello di tipo 1 che quello di tipo 2, con le sue complicanze a carico di reni, occhi, sistema nervoso periferico, apparato cardiocircolatorio, è una patologia cronica che pesa sul servizio sanitario nazionale per oltre 15 miliardi di euro, con un costo medio per persona che varia da 2600 a 3100 euro all’anno. Ecco perchè l’attenzione degli esperti si sta concentrando sulla prevenzione e sul rallentamento della progressione del diabete di tipo 2, quello di gran lunga più diffuso e su cui si può fare molto. Infatti, come risulta da tanti studi, sovrappeso e obesità, i due problemi che affliggono enormi fette di popolazione delle società avanzate occidentali, rappresentano un fattore di rischio serio per tante malattie, anche per il diabete di tipo 2.

La regola d’oro: muoversi
Ormai tutti sanno quanto è importante fare un’attività fisica costante, ma dalla teoria alla pratica si mettono di mezzo tanti ostacoli. Oggi anche i bambini, per i quali muoversi è naturale, sono diventati sedentari. Il tempo passa tra scrivanie e computer, per finire la serata sul divano. Ma questo costa molto caro in termini di salute, in quanto favorisce l’insorgenza di diverse patologie. L’unica strada allora è cambiare fin da subito abitudini. E' dimostrato, infatti, che l’attività fisica influenza i meccanismi deputati al metabolismo degli zuccheri, la cui alterazione è alla base dell’insorgenza del diabete. La malattia dipende da uno scompenso nella produzione dell’insulina, l’ormone secreto dal pancreas, il cui ruolo è convogliare il glucosio nelle cellule che lo trasformano in energia. Quando questo meccanismo si altera circola troppo glucosio che va a danneggiare organi e tessuti. La palestra è l’ideale perchè i muscoli sotto sforzo consumano più quantità di glucosio, ma va frequentata con costanza, almeno 2-3 volte a settimana. Le linee guida stilate dalla Società Italiana di Diabetologia hanno messo a punto la piramide del movimento cui dovremmo tutti essere fedeli fin da ragazzi.

Ecco i consigli utili

Ogni giorno: percorrere le strade più lunghe, posteggiare lontano, scendere una o due fermate prima dai mezzi pubblici, passeggiare, farelescale. Da 3 a 5 volte a settimana: 20 minuti di esercizi aerobici come nuotare, camminare a passo svelto, andare in bici, 30 minuti di attività ricreative come ballo, tennis, basket, calcio. Da 2 a 3 volte a settimana: esercizi fisici come yoga, flessioni, piegamenti, sollevamento pesi, stretching. Meno possibile: guardare la tv, giocare ai videogiochi, stare seduti per più di 30 minuti di seguito.

Una dieta equilibrata
Uno studio britannico ha dimostrato che ridurre il grasso attorno a fegato e pancreas è fondamentale per migliorare il funzionamento delle cellule che fabbricano l’insulina. Se si agisce presto queste cellule riescono a ritrovare la loro efficienza. L’introito di grassi, quindi, va tenuto sotto controllo tramite una dieta equilibrata. I pilastri su cui si fonda quest’ultima sono: no a bevande zuccherate, sì a due litri di acqua al giorno; 5 porzioni di frutta e verdura quotidiane; cereali, legumi, carne, pesce, latticini, uova, alternati nei vari pasti della settimana; olio e frutta secca in piccole dosi quotidiane.