Benessere Frutta e diabete

I diabetici possono mangiare l’anguria?

Sì, si può mangiare

La frutta e il diabete non sempre vanno d’accordo. Ci sono varietà molto zuccherine che non sono affatto consigliate da ha a che fare con il diabete, nonostante i vantaggi di vitamine e sali minerali. Però c’è frutta e frutta: i soggetti diabetici non possono assumere per esempio banane, fichi, uva, frutta essiccata in generale. Per il resto, la frutta può essere consumata moderatamente, l’importante è che essa sia assunta fresca e intera e non come succo. A maggior ragione vanno evitati i succhi di frutta industriali che contengono zuccheri o edulcoranti artificiali aggiunti.

Tra la frutta che non fa male ai diabetici e dalla quale si possono trarre benefici ci sono pesche, pere, melone, mele, mandarini, fragole, kiwi, tutti gli agrumi, ananas e soprattutto anguria e cocomero.

In questo articolo vi parleremo dei benefici dell’anguria, per i diabetici e non. E delle raccomandazioni per consumarla.

Diabete e anguria: un binomio possibile
Sì, l’anguria è amica dei diabetici perché è uno dei frutti con il minor carico di zuccheri.

Naturalmente non si deve esagerare con le quantità e non deve essere consumata tutti i giorni visto che la quantità di zucchero raccomandata a un diabetico è comunque molto bassa. Non bisogna quindi superare la dose di 100 grammi al giorno.

All’interno di cento grammi di anguria ci sono 91,45 grammi di acqua, elemento fondamentale in estate, specialmente se non si riesce ad assumerne grandi quantità bevendo. Ci sono poi 7,55 grammi di carboidrati e 6,2 di zuccheri. Solo lo 0,15 di grassi. L’anguria contiene poi: il fosforo che aiuta ad assorbire il calcio e produrre energia, il potassio utile per le arterie e la muscolatura; il magnesio che serve per l’assorbimento degli altri minerali e per il buon funzionamento di muscoli, il calcio che rinforza le ossa e regola il tono muscolare e la vitamina C che rinforza il sistema immunitario.

Anguria e indice glicemico: ecco le precauzioni
L’indice glicemico, che è la capacità dei carboidrati degli alimenti di innalzare la glicemia (cioè la quantità di glucosio presente nel sangue) si innalza come si sa quando un carboidrato è molto digeribile. L’anguria è considerata un frutto ad alto indice glicemico, infatti ha un valore di riferimento di 72, per questo se si ha il diabete è necessario consumarne in quantità limitate.

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Mediamente chi è diabetico può mangiare circa 200-300 grammi a settimana, preferibilmente in due porzioni da 100-150 grammi in giorni diversi, come spuntino del mattino o come merenda del pomeriggio. Meglio evitare di consumarla dopo pranzo o cena ma sempre lontano dai pasti principali.

I benefici dell’anguria per tutti, diabetici compresi
L’anguria contiene quasi esclusivamente acqua quindi favorisce il benessere durante il caldo estivo restituendo i sali minerali persi con la sudorazione. L’assunzione di acqua contrasta la formazione della cellulite e migliora la circolazione sanguigna. Contrasta anche l’insorgenza di cistiti, molto comuni in estate quando a causa del caldo si tende a perdere molti liquidi.  L’anguria ha caratteristiche antinfiammatorie grazie al licopene, combatte la stanchezza, altra costante estate, è antiossidante e fa bene alla pelle poiché contrasta i radicali liberi.

L’anguria va conservata in frigo per evitare che marcisca rapidamente, meglio se con la buccia e non a pezzetti (a meno che non debba essere consumata subito). Oltre a mangiarla così com’è, può essere anche utilizzata per le insalate, con l’aceto balsamico o negli spiedini di frutta.