Benessere Alimentazione e malattie

La dieta dopo un infarto: cosa mangiare

Pasti eccessivamente calorici mettono sotto sforzo il cuore

Dopo un evento cardiovascolare importante qual è l'infarto urge correre ai ripari anche con la dieta. Va detto che non esiste una dieta specifica post-infarto, tuttavia è altrettanto vero che una corretta e sana alimentazione aiuta a tenere sotto controllo alcuni fattori di rischio, sia sotto il profilo della prevenzione che del controllo degli stessi. Va tenuto conto poi che ogni paziente ha una storia clinica a sè e quindi dovrà seguire un percorso personalizzato preparato dal proprio cardiologo di fìducia. Ciò detto, va anche evidenziato che dopo un infarto e un un intervento di angioplastica, valgono alcune raccomandazioni dietetiche generali, ad esempio è importante mantenere il peso forma e quindi associare alla dieta la pratica di una moderata attività fisica.

Dieta post infarto: raccomandazioni dietetiche generali
Ridurre l'apporto di sodio contenuto nel sale perché il sale può aumentare la pressione arteriosa e quindi essere causa di ipertensione, che è uno dei fattori di rischio dell'infarto.
• Evitare i grassi saturi e i grassi idrogenati che si trovano in alimenti quali burro, biscotti, strutto e altri prodotti da forno. Si tratta di un pericolo concreto in quanto questi grassi nel tempo possono portare a un restringimento delle arterie, producendo una diminuzione del flusso di sangue che arriva al cuore.
• Limitare l'assunzione di zuccheri o di alimenti che lo contengono, in quanto una dieta a basso indice glicemico migliora il decorso post-infarto.
• Incrementare il consumo di alimenti a base di vitamine e antiossidanti contenuti in particolare nella verdura e nella frutta di stagione.
Frazionare i pasti. Un pasto eccessivamente calorico mette sotto sforzo il cuore perchè il processo digestivo richiama una maggiore quantità di sangue che quindi non affluisce nella giusta misura al muscolo cardiaco.
Dieta post infarto: gli alimenti consentiti
• Pasta riso e pane integrale.
• Latte e yogurt scremato o parzialmente scremati.
• Legumi ad esempio lenticchie, piselli, fave, ceci, fagioli.
• Pesce, in particolare quello azzurro, in quanto presenta un elevato contributo di acidi grassi omega-3 che hanno un effetto benefico per la salute del muscolo cardiaco.
• Carne bianca, quindi via libera a pollo, tacchino, coniglio. Scegliere tagli magri senza grassi visibili. Stesso discorso per gli insaccati, quali prosciutto crudo, bresaola senza grassi visibili.
• Formaggi. Quelli ammessi: mozzarella, crescenza, ricotta, parmigiano, stracchino.
• Verdure crude oppure cotte al vapore oppure lesse, quali sedano carciofi asparagi, patate, pomodori, peperoni, cavolfiori, lattuga cipolla, cetrioli.
• Come condimento privilegiare l'olio extra vergine di oliva.
• Frutta di stagione lavata compresa di bucce che contiene molti elementi nutritivi.

Dieta post infarto alimenti da evitare

1. Prodotti da forno confezionati, quali ad esempio cornetti, dolci, torte, brioche, biscotti e merendine. Vanno evitati perchè i grassi che contengono aumentano i livelli del colesterolo "cattivo" Ldl a discapito di quello "buono" Hdl.
2. Evitare i condimenti salati, ad esempio ketchup, maionese, dadi di carne.
3. Fritture a causa dell'elevato contenuto di grassi saturi e di sodio.
4. Bevande gassate e succhi di frutta confezionati in quanto risultano ricchi di zucchero, il cui eccesso favorisce oltre che l'obesità, anche il diabete e le patologie cardiovascolari, ad esempio l'insorgenza dell'arteriosclerosi. Allo stesso modo sono da evitare i frutti molto zuccherini quali fichi, uva, cachi. Da evitare anche alcolici e superalcolici. Riguardo al caffè non bisogna eccedere più di due tazzine al giorno perché come altre bevande che hanno un effetto stimolante, mettono sotto sforzo il cuore diminuendone la capacità di contrazione.
Da consumare invece con attenzione e moderazione la carne rossa e i prodotti da forno lievitati, quali pane, crackers, grissini. Da limitare la pizza, in particolare se presente la mozzarella come nella classica margherita, o formaggi quali gorgonzola e il pecorino, perché danno un apporto elevato di grassi e sale. Le uova invece non vanno consumate più di due volte alla settimana.